“All Inclusive” e-Commerce: un nuovo modo di fare vendita elettronica

“All Inclusive” e-Commerce: un nuovo modo di fare vendita elettronica

"All Inclusive" e-Commerce: un nuovo modo di fare vendita elettronica | Davide Mare . com - The Port for e-Commerce Sailors

Non vorrei cadere nel banale ma, ricordando la scarsa vision di alcune società in merito agli sviluppi del mercato tecnologico, inevitabilmente, proponendo un esempio paradigmatico, mi balza in testa la Kodak (occhio perchè adesso si è riposizionata sul mercato con un nuovo focus – Kodak lancia una criptovaluta per i fotografi. E fa il botto in Borsa).

La rivoluzione digitale spazza via i leader di mercato statici, in un “Ciribiri” il futuro diventa una presenza attuale, ingombrante, inattesa.

Nel commercio o capisci l’evoluzione del mercato o sei messo ai margini.

E’ indubbio che quando pensiamo alle moderne tecnologie si connatura in noi un sentimento ambivalente, da un lato ci sorprendono e ci interessano, dall’altro suscitano in noi molto imbarazzo, e, a volte, incertezza che naufraga in paura.

E, seppur pare banale dirlo, ogni nostra azione, soprattutto attraverso la tecnologia, viene amplificata, pertanto ci conduce inevitabilmente ad un approfondimento etico, che ci spinge a chiederci cosa è meglio per noi e cosa aumenta il nostro benessere di uomini.

I cambiamenti di questo mercato tecnologico, e la forza dei ricavi finanziari, dovrebbero essere un mezzo per migliorare la nostra vita, evitando di diventare un arricchimento fine a se stesso, collegato al “bene”, o forse al benessere, di poche persone.

Ma è chiaro che, al di là degli aspetti puramente etici, ogni persona, nel proprio presente professionale, debba considerare ciò che l’aspetta nel futuro, e ci debba pensare in maniera concreta.

L’evoluzione travolgente nel digitale richiede la presa di coscienza che il mondo venga letto in maniera nuova, attraverso nuovi paradigmi, con delle nuove mappe mentali.

Cambiare il modo di pensare fa elaborare nuove scelte, plausibilmente più vicine alla necessità reali.

Società come la Uber, seppur con alcuni eccessi da riconsiderare, ha capito, ben prima di altre, che il web non è solo un mare magnum di informazione eterea, ma un mondo che si incrocia con la realtà.

La realtà e il virtuale non sono due universi paralleli.

I benefici di questa asserzione, sono sotto gli occhi di tutti, l’integrazione tra esperienza off-line ed on-line diventa una possibilità in più per ogni persona, la quale si trova ad usufruire di servizi in maniera più semplice e sicuramente più magica.

L’e-Commerce stesso offre, e deve offrire, una esperienza multi-channel e omni-channel.

Come canta Patti Smith, le persone hanno il potere, il potere di scegliere (servizi on demand) e di lavorare meglio (attraverso l’uso degli algoritmi dell’intelligenza artificiale o grazie ad una nuova proposta tecnica).

Certamente ci sono tante cose da mettere a posto, affinandone le derive pericolose, si pensi agli algoritmi che ci propongono notizie vicine ai nostri interessi, rafforzando in tal modo i nostri schematismi mentali, oppure, l’insufficiente intervento governativo nello stimolare il passaggio dei vecchi retaggi al nuovo, attraverso informazione e assistenza anche concreta, o all’eccessivo senso di onnipotenza ed indeterminazione del virtuale del web che spinge, molte persone, a comportarsi irresponsabilmente; ma, onestamente, in questo periodo storico, ogni persona può avere più potere, e più scelta del proprio futuro, rispetto ad ogni altra epoca storica.

Basta capire, e saper leggere, quale probabilmente sarà il futuro. Ma necessariamente dobbiamo modificare le nostre mappe mentali, dobbiamo cambiare il nostro modo in cui guardiamo le cose.

Ci troviamo di fronte al bisogno di rivedere, sia in qualità di professionisti che di aziende,  i nostri consueti modi di pensare.

L’e-commerce, essendo motore e macchina di questo universo rivoluzionario, deve rivedere il suo meccanismo interpretativo.

Si è passati da un e-commerce rivoluzionario, in lotta con il mondo della vendita tradizionale, per trasferirci alla tanto decantata esperienza omni-canale, in cui il cliente, nel pieno delle sue facoltà, può scegliere dove e quando comprare ciò che desidera, ma ora è richiesto un ulteriore balzo esplosivo in avanti.

L’e-commerce è diventata un’azienda particolarmente complessa, frammentata e professionalizzata in ogni suo aspetto, in tal modo ogni imprenditore si trova nell’impasse se e quando buttarsi nel mondo digitale.

Le considerazioni da analizzare sono tante, nonostante sembri tutto rose e fiori:

  • la scarsa redditività dell’e-commerce,
  • la forte dipendenza di ogni company al mondo tradizionale in termini di ricavi, e quindi la paura di ledere gli interessi distributivi,
  • la già evidenziata complessità di questo mondo,

La vendita elettronica è un must to have, ma non troppo.

Il sentiment comune spinge qualsiasi società commerciale a confrontarsi con la vendita elettronica, anche contro i propri interessi economici. C’è l’interesse del consumer ma i ricavi veri, sostanziosi, sono ancora da un’altra parte.

L’evidente contrasto intrinseco al concetto stesso di e-commerce, volontà e timore, potrebbe essere superato attraverso la presa di coscienza da parte di tutti gli attori digitali di nuove mappe mentali per leggere l’evoluzione del mercato digitale, trovando in tal modo scelte e proposte giuste.

Le società potrebbero essere incentivate all’apertura di un negozio elettronico nel caso in cui gli si proponesse una consulenza all inclusive: un e-commerce chiavi in mano.

Una soluzione dove le web agency, seguendo l’esempio illuminante di Triboo, diventino dei consulenti globali al mondo e-commerce.

Si passa dall’offerta di un prodotto, come la classica campagna di marketing sui social o la realizzazione della piattaforma cms, per trasferirsi ad una vera e propria consulenza in cui la società in outsourcing consiglia cosa fare e come farlo per raggiungere un obiettivo condiviso all’inizio della collaborazione.

La web agency diventa un hub specializzato in e-commerce, e al suo interno presenta tutte le figure professionalizzate necessarie alla sussistenza e all’incremento economico di un e-commerce, integrando  figure operative e professionisti manageriali.

Un approccio del genere permetterebbe alla società che intende aprire (o far crescere) un e-commerce di delegare un modo di commercializzare lontano dalle proprie competenze e dai propri interessi finanziari (almeno in questi anni).

Sarebbe come aprire una business unit, ma avendo molti meno vincoli sulle risorse umane e sulle competenze.

Quindi le web agency devono incominciare, al più presto, nel compiere un salto mentale per giungere ad offrire un servizio all inclusive alle società che, in tal modo, alimenterebbero il mercato della vendita elettronica facendolo crescere, secondo me, vicino ai numeri del mercato europeo più sviluppato.

E’ notizia di questi ultimi giorni dove la celeberrima società specializzata in e-commerce, Keros Digital, ha concretizzato “una partnership finanziaria, tecnologica e commerciale” con Teddy Sagi, il più noto investitore israeliano mondiale.

Attraverso questa unione nasce una ” piattaforma che si adatta particolarmente bene alle attuali esigenze dei clienti, che ambiscono a un eCommerce sempre più internazionale, con realtà logistiche sempre più complesse, in cui il negozio fisico e quello virtuale si integrano in una concreta esperienza omni-canale. Focalizzandosi sulla centralità del cliente e fornendo una diversa esperienza di acquisto rispetto ai competitor, Keros Digital è il partner ideale per le realtà che desiderano per il loro eCommerce una soluzione tecnologicamente avanzata, altamente personalizzabile ma con un basso impatto infrastrutturale, omni-channel e allo stesso tempo user friendly.” Keros Digital: con un nuovo investitore la boutique tecnologica dell’eCommerce vola più in alto

Qual è l’intento di Keros digital? Offrire una soluzione all inclusive e al contempo una facile internazionalizzazione.

Non per niente proprio ora che si allontana lo spauracchio del geobloking. Shopping online, addio al geoblocking.

Se da un alto è ben chiaro il riposizionamento mentale delle società di consulenza web, cosa possono fare dal canto loro, gli e-commerce per rispondere alle più vere esigenze dei clienti?

I consumatori vivono, come sostenuto precedentemente, un periodo di empowerment, in cui la volontà, il desiderio, possono diventare possibilità, grazie alla tecnologia digitale.

Il consumatore riconosce inconsciamente una percezione di contiguità tra pensiero ed atto, quindi si aspetta di acquistare nel momento in cui nasce la necessità. Ma ora si aspetta ancor di più, non cerca semplicemente un prodotto, ma vuole una soluzione.

Il sito di matrimonio Martha’s cottage vende prodotti, ma vende soluzioni: ” Martha’s Cottage ha colto la grande opportunità che si è presentata quando i millennial hanno iniziato a usare il web per organizzare il proprio matrimonio”. Martha’s Cottage: la startup dei matrimoni supera un milione di fatturato e apre una nuova sede

Ed i millennial sono un target di persone che è cresciuto con l’uso della tecnologia, quindi è abituato ad utilizzare il web per accontentare le proprie necessità.

Sappiamo che la preparazione di un matrimonio è un evento lungo e complesso, all’interno del quale dobbiamo convogliare tutte le nostre energie per far quadrare tantissimi aspetti trasversali. La forza di questo sito e-commerce è stata proprio quella di racchiudere in un unico luogo tutto questo universo di scelte da fare.

Un e-commerce semplifica ciò che è molto complesso. La tecnologia ha questo compito, rendere possibile ciò che fino a qualche tempo prima sembrava impossibile.

La sposa all’interno di questo e-commerce può scegliere il wedding planner, comprare tutta l’oggettistica, trovare il fotografo, può dare una voce a tutte le criticità presenti nelle preparazione di un evento così articolato e stressante.

Il sito diventa la risposta a tutte le nostre problematiche organizzative, diventa un gestionale attraverso il qualche compiere le nostre scelte, e gestire il nostro progetto.

Un sito di vendita elettronica diventa un luogo in cui compriamo la sedia e abbiamo un aiuto nella definizione del design del nostro habitat, acquistiamo le gomme ma sappiamo dove andarle a montare, ci procacciamo un biglietto per la visita di una città e insieme riceviamo i suggerimenti su dove andare a mangiare e dormire.

Il cliente cerca una esperienza di acquisto “senza pensieri”, una esperienza che ci semplifichi la vita, ci faccia risparmiare tempo e soldi (L’e-Commerce “Senza Pensieri” la frontiera inesplorata della vendita elettronica)

Siamo nella 4 fase dell’era e-commerce: Il periodo del Li-Quality e-Commerce, “dove il cliente sarà al centro del processo di vendita, sarà il periodo nel quale si realizzerà concretamente il passaggio dal marketing customer-centrico a quello prodotto centrico. L’e-commerce quindi sarà un prolungamento del cliente, sarà un prolungamento dei suoi bisogni. L’e-commerce diventerà una relazione, e, affinché ciò accada, c’è bisogno di credibilità e di qualità. Quindi l’e-commerce sarà personalizzato, diffuso, immaginifico e sicuramente partecipativo.” (Il passato, il presente e il futuro dell’e-commerce.)

Capire i profondi mutamenti della nostra società, e dei bisogni dei consumatori (e perchè no, degli uomini stessi), deve essere l’obiettivo di ogni società che intenda perseguire un futuro roseo.

Cambiare il nostro mindset per saper leggere sempre meglio la realtà nella quale viviamo, perchè come si dice spesso: il futuro è già adesso.