L’importanza del Posizionamento Organico per un e-Commerce

Gli e-commerce affrontano ogni giorno una battaglia per la sopravvivenza.

In un ambiente altamente aggressivo, in termini di competitività, la regola per resistere alla proliferazione
dell’offerta e concentrazione di forti fatturati in poche mani, è quella di crescere in modo da fare volumi
che permettano agli e-commerce manager di fare ricavi che permettano di fare utile e di penetrare sul
mercato ottenendo una riconoscibilità evidente.

Il costo sempre più proibitivo delle campagne di advertising, come Google ads o Facebook, e anche il loro
sempre più scarso rendimento, rispetto ad anni fa, conduce molti marketers a focalizzarsi sempre più sul
tema del posizionamento organico (seo).

La seo rispetto alle campagne search o display presenta delle peculiarità veramente positive:

  • mantenere un certo valore nel tempo, una volta posizionato con un articolo (o un servizio) si può avere (non è sempre vero) un ranking storicamente continuo
  • ottenere una percezione più naturale da parte del consumatore del risultato trovato, il quale percependo la spontaneità del messaggio, si apre positivamente ad una valutazione di acquisto migliore rispetto ad un avviso
    promozionale.

Il posizionamento On-Site

Quando sono partito oltre 14 anni fa ad occuparmi di e-commerce, posizionare i prodotti su google, era una
attività sperimentale, non che ora non lo sia più, ma al tempo non c’erano delle linee guide ufficiali
rispettando le quali era probabile riuscire a scalare la serp, o almeno fare un buon lavoro.

In questi anni, invece, si è cristallizzato un codice operativo on-site, attraverso il quale garantire un livello qualitativo della pagina che permette di risultare professionale, agli occhi del motore di ricerca.

In particolare sono tre i criteri del posizionamento organico condivisi da tutti i seo manager:

La velocità di caricamento dell’e-commerce e del sito interessato

Un sito pesante ha un grande rimbalzo di visite, il consumatore clicca sull’annuncio ma in attesa
dell’apertura del sito, lo chiude senza esito.

La percezione di Google è che quel sito sia poco appetibile, in quanto il tempo di navigazione è scarso, il bounce rate è alto; ciò indica uno sbagliato targeting di pubblico o un alto tempo di attesa, e l’impalpabile profondità di navigazione.

La corretta compilazione dei metatag

Ogni scheda prodotto deve essere accompagnata non solo dagli elementi visibili all’occhio del consumatore, ma devono focalizzare l’attenzione all’analisi dei motori di ricerca di quella pagina.

Ogni articolo è accompagnato da una carta di identità con titolo, descrizione e url, che viene indicizzata da Google, e serve per visualizzare sulla serp il prodotto.

Senza dimenticare la sitemap, il file robots, le pagine Amp (accellerated mobile pages), il markup degli elementi della pagina web…

L’inserimento degli heading tag

I contenuti testuali di un articolo non sono una pastoia indiscriminata; per agevolare la lettura del pubblico, Google mira alla semplicità, e quindi ritiene che un testo debba essere costituito con tutti gli elementi che razionalizzano un testo: titoli, sottotitoli, in modo da dare una gerarchia chiara ai contenuti.

Customer Journey: Cosa fa di solito il cliente

Il web, poi, ha sviluppato il concetto di ipertesto, cioè del collegamento tra argomenti diversi attraverso un ponte (un link) tra un testo ed un altro.

Il cervello è il padre dei collegamenti ipertestuali, soprattutto quando si pensa si salta da un concetto ad un altro.

Anche i link hanno la loro importanza. Poiché l’utente può navigare da un testo all’altro con continuità, e può approfondire gli argomenti a piacere.

Per proseguire nel nostro ragionamento, proviamo a porci nei panni di un consumatore.

Conoscenza del marchio:

Come si comporta un cliente che vuole acquistare un prodotto, o che, quantomeno, si sta formando l’idea di acquisto di un articolo?

Inserisce una parola chiave su Google, incomincia a spulciare tra i risultati della prima pagina, magari clicca sui link sponsorizzati o sui box della shopping, poi chiude e torna qualche giorno dopo a cercare quel prodotto.

Ricerca di Informazioni sul Marchio e i Prodotti

Questa volta ha una idea più precisa di cosa gli piace ma vuole andare oltre al tuo sito e-commerce, vuole
capire di più su come funziona, capire quale opinione gira sul web di quell’articolo, percepire cosa pensano i siti di riferimenti di quel settore.

Quindi ricerca siti specializzati su un argomento, oppure naviga sul blog preferito, va nei forum. Insomma cerca di costruirsi l’idea di fare un acquisto consapevole.

Pertanto tutta la seo precedentemente descritta secondo te può asservire a fornire un posizionamento
adeguato per questa esigenza concreta del pubblico? Assolutamente no.

Seo Off-Site: Importanza dei link ingresso (link popularity)

Ogni e-commerce ha la forte necessità di aumentare la propria popolarità per vendere di più. Per farlo dobbiamo ricevere link in ingresso da siti pertinenti e di qualità.

Quindi ogni strategia marketing deve considerare l’attività di link building (backlinks).

Il tuo sito e- commerce deve spargere la sua presenza con contenuti studiati ad hoc in rete, su siti pertinenti. I tuoi
prodotti devo essere semi sparsi da vento del passaparola in rete. Più si parla dei tuoi prodotti, del tuo
brand, del tuo shop online, meglio è.

Uno dei segreti per posizionare il tuo e-commerce, vendendo di più, è quello di far fare link building.

La strategia di acquisizione di traffico e vendite con la link building per il tuo e-commerce in 5 punti

La strategia di link building deve essere gestita da un professionista del settore, chiamato link builder, che è colui che si occupa di creare una rete di contenuti sparsi sul web che portino link di un ingresso ad un sito, nel tuo caso un e-commerce.

Nella costituzione di questa rete di link, i contenuti diffusi, che contento all’interno i backlinks, devono
avere una anima comune, cioè devono avere uno scopo, e una linea editoriale comune.

Affinchè si possa realizzare una strategia professionale di link building per e-commerce devi seguire 5
passaggi, che ora esaminiamo.

Budget

Devi partire dalla definizione di un marketing plan per e-commerce. Quale peso intendi dare alla link
building nel tuo piano marketing.

Ogni attività di advertising deve essere bilanciata, e quindi il segreto principale per capire come fare la link
building per il tuo e-store è definire il tuo budget.

Quanti soldi hai per fare link building?

Cosa vogliamo comunicare?

Definita la cifra che puoi investire per fare link building devi decidere il tuo obiettivo. Cosa vuoi spingere di
più?

  • Il tuo brand, facendo brand identity?
  • Difendere e promuovere la tua nomea (brand reputation e brand awareness)?
  • Vuoi avere un impatto più commerciale e quindi diffondere la conoscenza dei tuoi prodotti?

In base a qual è il fine della tua attività di link building devi decidere la tua strategia

Analisi quantitativa: Link, Piano editoriale, Tool (ahrefs, majestic, search console)

Hai già risposto a due domande. QUANTO investire, e PERCHE’ fare questa attività. Ora devi decidere COME, cioè programmare il tuo piano editoriale.

Quali e quanti contenuti produrre.

Scrivere dei testi è tutt’altro che semplice, perché i contenuti devono adattarsi al luogo dove verranno
pubblicati (e su questo punto torneremo al punto 4, dove decidere di rispondere alla domanda DOVE).

Nel generare un piano editoriale per la link building devi procedere come se scrivessi per il tuo blog.

  • Cosa fa la concorrenza, e come si posiziona sul web per le parole chiave che ti interessano
    (concorrenza). Ma soprattutto quali e quanti backlink ha la concorrenza. E dove pubblica i suoi articoli?
  • Cosa cerca il consumatore online (pubblico)

Una volta che hai idea di quali parole chiave usare come backlink, devi produrre attorno i contenuti.

Quindi in questo terzo step, dobbiamo scegliere i tool, decidere i backlink e gli argomenti correlati, ma anche stabilire un piano editoriale.

Cosa e Dove Pubblicare

Manca poco per una strategia link building professionale per store on-line. Hai deciso quanto spendere, cosa da davvero senso per te e cosa diventerà il punto di ingresso per il tuo e-Commerce, quindi devi decidere quali siti ospiteranno i tuoi contenuti.

Questo è un lavoro certosino e di abilità, devi avere:

  • Capacità di scounting. Quindi molta molta ricerca per trovare il sito, il forum, il blog che
    fa per il tuo e-commerce
  • Abilità commerciali per contrattare il costo di pubblicazione
  • Programmare una pubblicazione costante lungo tutto l’arco dell’anno, o a picchi se hai degli
    eventi particolari da promuovere.

Gestire i contatti, la contrattazione e il calendario è un compito difficile, che solo un link builder professionista riesce a rendere qualitativo.

Gli argomenti sui quali scrivere contenuti possono essere infiniti, per sceglierne il contenuto è sufficiente capire la necessità del consumatore in quella nicchia di mercato.

Puoi fare confronti tra prodotti in modo da agevolare la scelta di acquisto. Scrivere delle Guide per incrementare la conoscenza del tuo brand o dei prodotti.

Puoi attivare dei contest per fidelizzare il cliente. La scelta del formato è semplice; è sufficiente capire qual è l’obiettivo del tuo e-commerce in quel momento e contestualmente capire in quale momento di acquisto si trova il tuo cliente.

Dove Pubblicare

Ultimo, ma non ultimo in termini cronologici e la scelta del canale in cui seminare i propri contenuti per la link building. Spesso si pensa che possano essere pubblicati su altri siti. In realtà esistono anche i giornali tradizionali, così come le riviste.

Ma esistono anche i social. Io comunque sono dell’opinione che una buona link building parta sempre dalla scelta di siti con grande credibilità e profonda settorializzazione.

Riuscire a trovare un sito con un pubblico affine è la prima legge della link building.

Conclusioni sulla Link Bulding per e-Commerce e siti di vendita online

La link Building troppo spesso è una attività marketing dimenticata dalla maggior parte degli e-commerce.

Eppure è molto fruttuosa, probabilmente non in termini di conversioni dirette, ma ha la peculiarità di riuscire ad incrementare la notorietà del brand, e perchè no, la reputazione dello stesso.

Attraverso questi articoli si stimola la conoscenza di un prodotto o di un marchio, e piano piano si costruisce un’aurea di importanza, perchè se molti parlano di noi, probabilmente significa che abbiamo qualcosa da dire di significativo.

I consumatori si formano la prima intenzione all’acquisto quando prendono info sulla rete, in televisione, sui giornali.

Inconsapevolmente l’idea che un brand ci sia, e possa fare al caso nostro, nasce nella nostra mente, e viene stimolata successivamente dai classici canali di advertising.

Non includere l’attività di link building nel proprio marketing plan, significa parlare solo ai clienti che potenzialmente già ci conoscono, e che hanno già sedimentato, in loro stessi, una intenzione all’acquisto.

Perdiamo pertanto la possibilità di allargare il nostro bacino di utenti. Una saggia pianificazione dell’adv richiede l’integrazione dell’attività della link building.