Compro dunque sono. Insieme all’e-commerce sta cambiando anche l’uomo consumatore

Compro dunque sono. Insieme all'e-commerce sta cambiando anche l'uomo consumatore. Davide Mare .com | The Port For e-Commerce Sailors

Dal “cogito ergo sum” al “compro dunque sono”. L’acquirente afferma la propria identità attraverso la corsa agli acquisti.

Ma questo non vuole essere un trattato di sociologia o di psicologia, quindi non mi soffermo sui cambiamenti che il commercio ha prodotto sull’uomo.

Voglio invece sovrapporre una lente di ingrandimento sui cambiamenti che stanno coinvolgendo tutti i player del mondo digitale.

Ormai non esiste più una piattaforma, una app, uno strumento che in qualche modo non integri all’interno delle proprie funzioni, una possibilità di vendita.

La vendita è una relazione biunivoca, quindi anche i venditori sono interessati a questo cambio comportamentale e sociale.

Google da motore di ricerca cerca, attraverso Google Shopping, di guadagnare dalla vendita. Viber, l’app di messaging, permette l’inserimento di un bottone per vendere dei prodotti.  

Ma i passi in avanti sono sempre più evidenti: vendere su Facebook senza avere un sito e-commerce non è più un nonsense.

Si usa un chatbot attraverso il quale “si possono creare schede prodotto ad hoc o caroselli personalizzati che hanno già la call to action all’acquisto, comprensiva del prezzo.”.

Cosa si deduce da questa notizia? La piattaforma diventa sempre meno importante per chi fa commercio elettronico… Sì, questo sicuramente è un aspetto tecnico rilevante, ma c’è un fattore che diventa cristallino davanti ai nostri occhi.

Vendere è l’unica cosa che conta. Sicuramente il trend è quello di offrire dei servizi integrati, lo strumento che utilizzi per parlare può anche vendere, quello che utilizzi per ricercare informazioni permette anche di comprare.

Vendere e, di conseguenza, acquistare sono facce della stessa medaglia. Siamo immersi nella rete, non solo informativa del web, ma anche in quella del commercio. La società si è fatta liquida, non esiste più il “tempo per”, ma esiste un tempo indefinito, perché frammentato talmente tanto che non può essere definito.

In questo tempo liquido e pertanto fluido può rientrare tutto, dal divertimento, alla informazione, alla vendita.

Quindi il futuro parla chiaro, noi che vogliamo vendere, anche con un e-commerce, dobbiamo farci trovare dovunque. Non solo sul web, ma anche sugli oggetti (tipo i frigoriferi), sulle chat, in macchina…

Vendiamo dunque siamo qualcuno, se no finiamo nell’oblio.

Approfondisci l’argomento “Vendere su Facebook senza avere un e-commerce” su Puglia Next

Messaging app Viber adds e-commerce button to sell you items inspired by your chats” su Tech Crunch

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