Per eccellere con il tuo e-Commerce cura ogni dettaglio (Recupero Carrelli, Local Marketing, Conversioni da dispositivo…)

Per eccellere con il tuo e-Commerce cura ogni dettaglio (Recupero Carrelli, Local Marketing, Conversioni da dispositivo…)

Per eccellere con il tuo e-Commerce cura ogni dettaglio | Davide Mare . com - The Port for e-Commerce Sailors

Cappuccetto rosso? Cappuccetto rosso? Su, apri la porta. Su, apri! Non hai sentito il mio toc, toc, toc? Allora vuoi che soffi? Vuoi che faccio puff? Allora devo aprirla io la porta? […] Sono il lupo cattivo!

Jack Torrance è uno scrittore che cerca di trovare la vena creativa per portare al compimento il suo romanzo. Ha problemi di alcol ed un passato da insegnante. Per avere la tranquillità di portare avanti il suo lavoro, accetta di diventare il custode di un hotel abbandonato in Colorado. Si trasferisce con la sua famiglia, ma dopo poco, l’incapacità di raggiungere lo scopo prefissato, lo fa cadere in una probabile forte depressione.

Ma in quel hotel non c’è nessuno che lo può aiutare veramente, e, allo stesso tempo, non c’è nessuno che può aiutare la moglie e il figlio dalla lucida follia dello scrittore fallito.

Shining è l’ennesimo successo di Stanley Kubrick, che attraverso le sue opere cerca di reinterpretare tutti i generi a cui si avvicina.

Ma ciò che mi ha sempre colpito, più che la ricerca d’interpretazione delle sue pellicole, è la maniacalità con la quale gira i film.

La sua è la ricerca della perfezione, o meglio, l’intento di raggiungere l’allineamento tra idea ed azione. Per lui ogni azione, ogni inquadrature, ogni dialogo deve corrispondere pienamente alle sue aspettative.

E’ noto che abbia fatto girare centinaia di volte la stessa scena per ottenere il risultato voluto. Per capire la sua perversa volontà di oggettivazione del suo desiderio, è sufficiente guardare la scena del bambino che corre sul triciclo nell’Overlook Hotel.

La fotografia rasenta un rispetto delle proporzioni tra tutti gli elementi al limite del manierismo. Ogni elemento diventa un elemento fondamentale. Si pretende che ogni componente esprima la sua potenzialità massima. Il colore della scenografia, la posizione degli attori, la voce nei dialoghi.

L’azione è espressione concreta di una idea. Questo principio è un tassello fondamentale di ogni personaggio che ha successo, è una delle caratteristiche fondanti di tutti coloro che, attraverso il proprio lavoro, tendono all’eccellenza. Sono guidati dalla passione nel proprio lavoro che li conduce ad imprimere ad ogni loro azione una continua ricerca verso l’ottimizzazione.

Ogni persona che spicca rispetto alle altre in un determinato ambito ambisce a perfezionare ogni aspetto del proprio quadro di intervento.

Stanley Kubrick era così. Il film nasceva da una idea ben precisa, da una necessità interna e come tale vedeva la luce in sala solo quando la sua concretizzazione rispettata le attese, solo quando il suo animo era placato

Un bel film non è un film memorabile. Una pellicola per diventare leggendaria ha bisogno di essere innovativa in qualche modo rispetto al contesto in cui si palesa, ma ha soprattutto la necessità di esprimere qualità.

I migliori lavorano al limite dell’ossessione.

La vendita elettronica non è da meno. Se vuoi eccellere devi curare ogni aspetto con attenzione, con professionalità.

L’e-Commerce ormai è una realtà, compresa e desiderabile.

“l’eCommerce italiano continua a crescere. Nel 2017 le attività che si occupano di commercio via internet sono arrivate a sfiorare quota 18mila, con un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente, cui si sommano quasi 10mila negozi offline che hanno aperto una vetrina anche sul web. Ma la vitalità dei piccoli non basta a ‘sfondare’ un mercato estremamente concentrato: i siti italiani minori del commercio online, infatti, raccolgono ancora meno del 5% del totale delle vendite via internet del nostro Paese. Ma la torta va soprattutto ai grandi: i primi 20 merchant realizzano infatti il 71% del mercato, e i primi 250 il 95%: la coda lunga, ossia l’insieme degli operatori dopo la 250esima posizione, è composta da decine di migliaia di siti eCommerce che insieme fatturano meno di 1 miliardo di euro. Purtroppo però l’eCommerce è un settore ad altissimo tasso di competizione”. Commercio: crescono i negozi on line, nel 2017 sono quasi 18mila

In un ambiente affastellato di tante minuscole realtà, per emergere bisogna essere innovativi, passionali, ma soprattutto qualitativi.

E’ necessario proporre il proprio lavoro con la massima qualità, che trasuda in ogni aspetto del proprio e-commerce. Non basta gestire l’e-commerce maneggiando con cura i vari elementi: il marketing, la strategia, il progetto, l’operatività, l’aspetto economico; si deve porre l’attenzione sulle piccole cose.

Ecco 3 piccoli esempi che, attraverso l’analisi, possono farci focalizzare su aspetti piccoli, ma fortemente influenzabili sui risultati del tuo e-store:

RECUPERO CARRELLI:

Al supermercato non vi è mai capitato di buttare nel carrello qualche prodotto e pentirvene alla cassa?

Alcuni con gentilezza lo comunicano alla cassiera, altri surrettiziamente lo nascondono tra altri prodotti. Ma in un caso o nell’altro le volte che accede un errore sono proporzionalmente poche rispetto alle volte che acquistiamo in un supermercato. L’abitudine è quella di riempire un carrello e di portarlo fino alla cassa così com’è. Ma non solo, lo portiamo alla cassa e paghiamo, senza avere, il più delle volte dei ripensamenti.

L’e-commerce invece è antitetico rispetto alla vendita tradizionale. La maggior parte delle persone che caricano un carrello, prima del pagamento, lo abbandonano.

Si dice che il tasso di abbandono negli store e-commerce sia di oltre un 70%. Quindi 7 persone su 10 non concludono un ordine. Questo è un numero eccessivo, in quanto molti caricano un carrello nell’attesa di uno sconto, altri per finalizzare l’acquisto comodamente a casa dopo il lavoro, altri per rassicurare le proprie incertezze.

Sicuramente ci sono tanti aspetti che ancoca disincentivano l’acquisto online.

Sappiamo che le cause principali di abbandono sono: (Complete List of Cart Abandonment Statistics: 2006-2018)

  • La necessita di lasciare i propri dati
  • Un costo di spedizione inaspettato
  • La difficoltà di capire come funziona il carrello o parte di esso
  • Il timore che si possa trovare quel prodotto a meno

Quindi il fenomeno dell’abbandono, se limitato nei suoi effetti, grazie ad una saggia strategia da parte dell’e-commerce manager, può produrre grossi risultati in termine di ritorno economico. Evitare gli errori che più conducono all’espressione di questo fenomeno è fondamentale, ma possiamo trovare anche delle soluzioni contingenti molto efficaci: come il recupero dei carrelli.

Ecco i dati di un e-commerce che ho gestito.

Dati di Recupero Carrello | davide Mare . com - The Port for e-Commerce Sailors

Dati di Recupero Carrello | davide Mare . com – The Port for e-Commerce Sailors

In una settimana abbiamo mandato 344 mail di recupero, oltre il 63% dei riceventi l’ha aperta (217 – open), il 25% ha seguito il cta (88 clicks).

conversion rate recupero carrelli | davide Mare . com - The Port for e-Commerce Sailors

conversion rate recupero carrelli | davide Mare . com – The Port for e-Commerce Sailors

Oltre 50 clienti hanno acquistato concludendo il carrello precedentemente abbandonato. Un conversion rate di oltre un 14% se consideriamo l’intero database di invio, un 25% se prendiamo coloro che hanno aperto, e quindi, visto la mail. Un dato impressionante.

 

LOCAL MARKETING:

C’è una palestra vicino a casa mia che, da circa 10 anni, mi manda nella buca delle lettere il loro volantino promozionale.

Ciò che è impressionante non è la costanza negli anni, ma la ripetitività di invio durante lo stesso anno. Ricevo un volantino ogni circa 2 mesi.

Quale strategia migliore che coinvolgere gli utenti prossimi al proprio esercizio commerciale. Nel mondo digitale la prossimità tra consumatore e venditore è possibile sfruttarla attraverso le politiche di local marketing.

In un contesto sempre più “globale”, quello del web e dei social network, parlare “locale” significa distinguere la propria offerta, renderla unica e inimitabile, fidelizzare i clienti.

Uno dei paradossi più grandi dell’Internet economy è che, nonostante abbiamo la possibilità di entrare in contatto istantaneamente con persone e aziende dell’altra parte del pianeta, tutto improvvisamente sta diventando più vicino. Quando scegliamo di fare affari con un business locale, che sia il negozio di abbigliamento all’angolo o un Ecommerce con sede vicino a voi, a trarne beneficio non è soltanto il commerciante stesso, ma tutta la comunità.

Partiamo dal presupposto che Google ha rivoluzionato il nostro modo di ragionare ed è sempre più parte delle comunità locali: oggi interroghiamo il motore di ricerca prima di fare qualsiasi scelta, da quella del ristorante per una cena con gli amici a quella della prima casa da acquistare o della prossima persona da assumere nella nostra azienda. I dati a sua disposizione sono innumerevoli e, giustamente, ne sta facendo tesoro, utilizzandoli per migliorare la nostra vita. E il nostro business. (Local marketing: come si crea una strategia locale)

local marketing- Local e-Commerce | davide Mare . com - The Port e-Commerce Sailors

local marketing- Local e-Commerce | davide Mare . com – The Port e-Commerce Sailors

Le vendite di questo e-commerce che ho gestito produce il 50% del proprio fatturato attraverso la vendita dei prodotti su 7 città ben precise. Un risultato incredibile che suggerisce tante tante cose.

La strategia marketing del nostro e-commerce deve virare prepotentemente verso la promozione pubblicitaria verso una tipologia locale. Non stiamo dicendo nulla di rivoluzionario od avveniristico, ma è la realtà. In molti ormai parlano di local e-Commerce, come di un e-commerce studiato per la prossimità; strategia valida soprattutto per la distribuzione alimentare. (Gruppo Crai, +5% nel 2017, riflettori sull’e-commerce di prossimità)

La pubblicità su Google ad words, su facebook, la seo. Ogni nostra attività di digital marketing deve tenere conto di questi risultati.

Analizzare questi dati e trovare strategie allineate vuol dire aumentare le conversion. Vuol dire ottimizzare il tuo sito e-Commerce.

CONVERSIONE DA DISPOSITIVO

Tutti noi ogni tanto facciamo dei lavoretti in casa. Soprattutto i maschietti, i quali, molto spesso, certi delle proprie capacità di bricolage si buttano a capofitto nel vano tentativo di mettere a posto quelle piccole imperfezioni inevitabili. C’è il rubinetto del bagno che perde, la lavatrice che si blocca, il lampadario da installare.

Partiamo con tutte le buone volontà, il sabato mattina, e, nel tardo pomeriggio, sconfitti ed innervositi, ci troviamo a chiamare un tecnico specializzato.

L’intervento di uno specialista è sempre svilente, perchè lo stesso, in pochi minuti, risolve il problema in maniera veloce ed elegante. Perchè?

Sicuramente grazie all’esperienza maturata negli anni, il lavoro diventa routine, ma c’è un aspetto, spesso dimenticato, che fa la differenza: l’uso degli strumenti giusti.

Il professionista ha la spatola giusta per intonacare i muri, l’elettricista ha le forbici giuste per spelare i fili; insomma ognuno ha i propri attrezzi, e sa, precisamente, cosa usare e quando usarlo.

Così è il nostro lavoro in un e-commerce, il digital marketer utilizzerà l’editor di adwords, il seo utilizzerà screaminfrog, l’e-commerce manager si servirà di basecamp.

Ogni strumento nasce per una funzione ben precisa. L’utilizzo degli strumenti non è fondamentale ma sicuramente agevola l’ottenimento dei risultati, in un tempo più ragionevole.

Per esempio lo smartphone, al momento, viene utilizzato dal oltre il 65% dei consumatori per ricercare informazioni sui siti e-commerce. In altre parole, le statistiche dell’acquisizione del traffico per dispositivo degli e-commerce, dimostrato che, almeno 2 utenti su 3 che cadono su un sito di vendita elettronica ci arriva grazie ad una navigazione con il cellulare.

conversione dispositivo e-commerce | davide Mare . com - The Port for e-Commerce Sailors

Conversione dispositivo e-commerce | davide Mare . com – The Port for e-Commerce Sailors

Ma qui c’è qualcosa che non torna!?
Il traffico non ha una diretta corrispondenza con la numerica delle vendite. Nell’esempio proposto, il 60% del traffico arriva attraverso la navigazione da smartphone, ma solo un 16% delle transazioni.

Statisticamente 3 persone su 5 arrivano su un sito e-commerce con il mobile, ma nemmeno uno su sei acquista. tanto traffico poche entrate economiche.

Ciò ci aiuta a ragionare sull’e-commerce e sulle sue dinamiche. Il mobile è un ottimo elemento di scelta di chi e cosa comprare, ma raramente fa parte dell’ultimo step, dell’ultimo click. (Come Valorizzare i Modelli di Attribuzione per l’e-Commerce).

lavorare con qualità e profondità di analisi permette di compiere delle scelte strategiche più affidabili ed efficaci, ci conduce aminimizzare gli errori.

Non esiste alcune possibilità di perfezione, perchè gli errori fanno parte della naturale operatività di una società, non devono spaventare, ma semplicemnete farci capire, che dobbiamo lavorare all’eccellenza, cioè nel costante desiderio di limitare, gli errori, il più possibile.

Meno sbagli, più risultati, nel breve tempo. L’unico modo per cercare di sedare il traffico sporco è quello di guardare ogni particolare del nostro e-commerce. Anche ciò che sembra irrilevante, come l’acquisizione del traffico per dispositivo, in realtà, ci comunica tanto, sulla salute del nostro e-commerce, in relaizone ai benchmark, e ci parla delle caratteristiche della vendita elettronica, e della testa, soprattutto, dei consumatori.

Conoscere cosa pensa, e come si comporta un cliente, ci permette di capire le dinamiche del cervello dell’uomo. Sapere che una mail di recuperro carrello ha un così grande effetto, oltre a regalarci un incremento del fatturato, ci permette di comprendere che, l’uomo, vive nel costante sentimento della paura, e un piccolo segnale in più, un piccolo sforzo da parte nostra, può condurli a fare operazioni delle quali sono incerte.

Un sito e-commerce potrebbe anche modificare la pagina classica del recupero carrello, inserendo anche aspetti emotivi per parlare al sistema limbico, come la storia di quel prodotto, uno socnto per parlare al cervello rettiliano, e le recensioni delle altre persone che hanno acquistato, per discutere con la nostra ragione.

Tendere all’eccellenza significa curare ogni aspetto del nostro e-commerce, nel tentativo evolutivo di ottimizzare i risultati di ciò che facciamo nel medio-lungo periodo, riducendo l’approssimazione, e quindi l’errore.

Tutti sbagliamo, chi sbaglia meno, o chi più velocemente capisce l’errore, ottiene risultati prima degli altri. Quindi profondita e passione su ogni piccolo aspetto, ma soprattutto cambiamento continuo. La trasformaione è il segreto per tendere all’eccellenza.