Le Notizie più Importanti dell’e-Commerce in 60 secondi (4017)

1. Poste Italiane: Nessuna Paura…nonostante Sda

Matteo del Fante da circa 6 mesi è stato nominato amministratore delegato di Poste italiane; il suo compito è quello di portare l’ex carrozzone statale nel terzo millennio. Il ceo sta preparando a tal scopo un nuovo piano industriale che presenterà nel 2018.

Da subito, si è scontrato con la dura realtà dei fatti. Uno sciopero ad oltranza sta creando grosse difficoltà in Sda, società controllata dalle Poste.

Sda è uno dei più famosi fornitori di logistica italiana, con una quota di mercato di circa il 13%. Lo sciopero oltre che a Sda sta creando grossi disservizi ad alcuni e-commerce, che si trovano a dover gestire spedizioni inevase. Questo è un tallone d’Achille della vendita elettronica.

Ma il ceo è convinto che la logistica faccia parte del futuro della società da lui rappresentata, infatti sostiene che: «La mia idea è far lavorare insieme il canale fisico e quello digitale. Non sono sistemi alternativi, si completano. Difficile far diventare un dipendente che per anni ha fatto un mestiere un super consulente finanziario per prodotti complicati. Dobbiamo essere dei buoni accompagnatori di una navigazione intelligente nella scelta dei prodotti adatti alle esigenze e al profilo di rischio dei cittadini, questo sì. Questa è la nostra idea».”

Quindi, Poste Italiane punta pesantemente al settore della logistica a servizio dell’e-commerce, e quindi ritiene che la vendita elettronica diventerà un mercato sempre più importante.

Quale sarà la strategia che Matteo del Fante adotterà per diventare un player più credibile e con un maggior peso specifico?

Il ceo parla di qualità, ma quanto è possibile lavorare bene quando le marginalità si riducono grazie alle multinazionali dell’e-commerce?

L’insegnamento di Poste Italiane: Non basta avere il prodotto, la forza economica, i clienti,  per avere successo nel mercato. Bisogna avere le idee.
Mi auguro che il nuovo ceo produca un piano industriale che permetta di mantenere e qualificare la forza lavoro di oltre 130 mila persone.


 

2. Per Alibaba la Qualità è Centrale

Luigi Luzzati, presidente del Gruppo Centrale del Latte d’Italia, ha stretto una partnership con Alibaba per vendere il latto intero a lunga conservazione su Tmall la piattaforma e-commerce dedicata all’ end user.

Non mi stupisce di per sé l’idea che possa essere venduto del latte attraverso l’e-commerce ma il fatto che secondo le stime durante il famoso Single day siano state commercializzati oltre 10 milioni di litri.

Per carità, il bacino di utenza è più grande della popolazione americana. Si pensa che sia composto da circa 450 milioni di persone, ma vendere 10 milioni di bottiglie significa che in quel giorno una persona su 400 ha preso un litro.

Ma non finisce qui. Io ho sempre avuto la percezione che Alibaba, o chi per esso, vendesse prodotti di qualità scadente, invece negli ultimi tempi, il gigante cinese sta cercando e trovando tantissime collaborazione con il Made in Italy, pertanto sta tentando di migliore la percezione qualitativa.

E’ un dato da tenere in considerazione perché nei prossimi anni ciò potrebbe rimescolare le carte dell’e-commerce.

Insegnamento di Alibaba? Tutto è vendibile on line.


 

3. Triboo: l’e-Commerce cresce grazie ai Servizi

Triboo è una società di comunicazione dai fatturati enormi, quest’anno considerando i primi 6 mesi, si presume vengano superati i 60 milioni di euro.

Capite bene che la vendita di servizi non è la vendita di prodotti, e fare dei ricavi così alti vuol dire poter contare su una grande abilità manageriale.

Il fondatore e amministratore delegato di Triboo, Giulio Corno, ha compreso sin da subito qual è il business dei prossimi anni nell’e-commerce: i dati e la qualità visiva del prodotto (immagini e realtà aumentata)

Infatti ha acquisito la E-Photo srl società leader nella fotografia digitale e ha preso la maggioranza di Triboo Data Analytics.

Un e-commerce, che detiene e comprende il flusso di informazioni che crea, un sito di vendita online che migliora l’aspetto qualitativo delle immagini dei prodotti, fattura di più. Perché lavora meglio.

Insegnamento di Triboo: per aumentare i ricavi, una società di consulenza e di servizi, deve avere una offerta integrata. Non puoi vendere un solo prodotto, ma configurazioni dello stesso prodotto.


 

4. AMAZON è umano

Quando si parla di e-commerce si tira in ballo sempre Amazon.

Però, anche Amazon ha i propri scheletri nell’armadio.
Sul più grande marketplace occidentale alcuni prodotti non vanno.

Prendiamo il fashion, nonostante da anni cerchino di vendere l’abbigliamento non riescono mai a sfondare.

L’impronta del sito è fondamentale. Amazon ha milioni di prodotti, infinite categorie, poco spazio all’emozione tanto cuore sulla concretezza.

Quando navighi su Amazon tutto è studiato affinchè tu possa concludere l’acquisto nel più breve tempo possibile. Ma una cosa è comprare un batteria del cellulare, un altra un vestito di moda o un prodotto d’arredamento.

In questo caso entra nel processo di acquisto del cliente un fattore poco controllabile: l’emozione.

Insegnamento di Amazon: non fare la guerra con i mezzi di Amazon, investi su ciò che sai fare.


 

5. Ultimo Miglio: si vince al fotofinish

Ora che l’e-commerce non è più un gioco di qualche ragazzotto, ma è una realtà strutturata e consolidata, tutti cercano di entrare nell’agone della vendita elettronica.

Oora la battaglia nell’e-commerce si sta giocando al fotofinish.

Sempre più spesso si parla di Ultimo miglio.

Ci si riferisce all logistica, per una consegna più veloce e consapevole. L’esplosione delle vendite elettroniche ha influito notevolmente sull’incremento dei furgonicini adibiti a trasporto degli ordini. Nascono in merito questioni ambientali, dibattiti logistici, probabili sviluppi futuri.

Ma la discussione sull’ultimo miglio riguarda anche l’argomento della vendita.

I clienti ormai abituati all’utilizzo del mobile si trovano a cercare su internet un negozio che possa soddisfare i suoi desideri. La localizzazione dell’offerta quindi per un e-commerce è fondamentale.

Anche in questo caso le declinazioni sono numerose: “Gli store del futuro offriranno anche dei servizi di e-commerce come per esempio il servizio ‘click and collect’, acquistare on line e ritirare comodamente in negozio, oppure il reso di un prodotto, acquistato sul web in negozio”.

Il mondo dell’e-commerce e quello del retail sono in forte mutazione. Si pensi alle possibilità di integrazione e alla richiesta del consumatore di una iperlocalizzazione.

Il gruppo Selex per esempio, ha riunito sotto di sè i differenti marchi di supermercati per offrire un servizio localizzato sul territorio. Per offrire un servizio conforme alle richieste del consumatore si può pensare anche a delle partnership fra diversi e-commerce.  Fare comunità tra diversi siti e-commerce sarà una prospettiva inevitabile.

Oppure menzioniamo l’integrazione di DoveConviene, sito co-fondato da Stefano Portu che raccoglie i volantini dei supermercati. I clienti possono sfogliare tranquillamente dal proprio smartphone le promozioni della gdo. La prossimità è fondamentale.

Il 94% di acquisti fatti in negozi fisici, però, è fatto da persone connesse tramite il mobile”, chiosa Portu. “Dopo la grossa ondata degli operatori puri online, è arrivata la risposta del negozio fisico, che ha l’esigenza di creare presidi online”, osserva Luca Mastroianni, responsabile per l’Italia di Prestashop, una sorta di “app store” per creare il proprio sistema di ecommerce.”

L’ultimo miglio rappresenta il contatto con il cliente, definisce la possibilità di incontrarsi, di trasformare la vendita elettronica in una vendita tradizionale. E’ li che si gioca la partita dell’e-commerce nel futuro più vicino.

Insegnamento dell’ultimo Miglio: il consumatore oltre la comodità di acquisto cerca ancora il “contatto”

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