Le Notizie più Importanti dell’e-Commerce in 60 secondi (4117)

1. TAKE MY THINGS: Prendi la mia Roba e Guadagnaci Su

 

Le start up digitali crescono come funghi, ma poche ricevono le luci della ribalta. Oggi ve ne segnalo una che a mio parere ha tutte le carte in tavola per diventare una società di successo.

Take My Things è il Social Transport degli oggetti.

Attraverso questo servizio in stile Uber, i due fondatori Guido Balbis e Francesco Demichelis, offrono alle aziende e ai cittadini una community di trasportatori privati.

Una idea originale che cavalca il mondo della sharing economy. Questa soluzione può soddisfare un’esigenza sempre più diffusa nel mondo del retail e-commerce. La copertura dell’ultimo miglio.

Take my Things, mette in contatto i bisogni tra i “vicini”, tra chi deve spedire della merce con chi invece si sposta in macchina o in furgone per la città.

L’insegnamento di Take My Things: un modello di business di successo (vedi Uber) può essere implementato in altri settori continuando ad essere efficace.


2. I SIZE YOU: Acquista la Taglia Esatta

I Size You l’innovativo servizio per tutti gli shop d’abbigliamento.

Il consumatore scatta un selfie e conosce la taglia esatta da acquistare. Una soluzione semplice che potrebbe far risparmiare tempo e denaro agli e-commerce.

I resi dovrebbero ridursi nettamente, e, al contempo, il cliente dovrebbe ricevere la merce esatta.

Questa soluzione può avere applicazioni in campi diversi: si pensi per esempio ai prodotti ortopedici, o ai device da indossare…

L’insegnamento di I Size You: il mondo è pieno di siti e-commerce, ma mancano soluzioni e servizi veramente innovativi e funzionali alla vendita online.


3. AMAZON: Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole

Amazon ha intenzione di vendere farmaci sul proprio marketplace.

E’ una notizia rivoluzionaria. Per legge, i farmaci non si possono vendere. Nemmeno si possono pubblicizzare. In tanti hanno provato a spingere perché ciò accadesse online ma nessuno prima ad ora ci è riuscito.

Ci sono centinaia di farmacie che hanno aperto siti e-commerce, ma commercializzano solo parafarmaci, non gli articoli con prescrizione medica.

Amazon può dove altri non possono. Ci voleva il gigante di Seattle che, attraverso il suo immenso “peso”, sta riuscendo a far legiferare una nuova normativa in ambito e-commerce?

Sicuramente è una soluzione che dal lato del cittadino, garantendo una consegna immediata, può risultare molto utile anche in termini di prezzo.

Amazon, dal canto suo, vuole entrare in questo mondo perché è un impero costruito sui miliardi.
Ne vedremo delle belle.

L’insegnamento di Amazon: alcuni progetti e-commerce sono per alcuni non per tutti.


4. IKEA: anche i Migliori Imparano

Ikea è la società dell’arredamento che fa della innovazione la sua ragione d’esistere: La visione strategica di IKEA è quella di creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”

Ikea infatti non smette di stupire con nuove iniziative e servizi:

Ikea ti sorprende ogni giorno.

Ma anche i migliori sbagliano, l’e-commerce non è un punto di forza per Ikea.

Ho acquistato sul loro portale ma l’ho trovato complesso nella navigabilità, caro nella logistica e lungo nei tempi di  consegna. Inoltre molti dei prodotti dello store tradizionale non si trovano sul loro sito e-commerce.

In molti ritengono che la decisione di vendere su Amazon i propri prodotti, sia questione legata alla crisi, altri al mutamento del comportamento di acquisto dei consumatori, ma in realtà significa che i numeri dell’e-commerce del colosso dell’arredamento non soddisfanno le aspettative.

Credo, inoltre, che la storica decisione di dipendere per le vendite elettroniche da qualcun altro abbia lo scopo, oltre ad aumentare le performance nel mondo digitale, di imparare dai maggiori player del mercato, i segreti della vendita on-line.

E poi, Ikea, sempre innovativa, starà pensando a come stupire, a come riprodurre on-line la sua strategia di percorso guidata lungo gli store tradizionali. Aspetto la sorpresa…

L’insegnamento di Ikea: per andare avanti ed essere tra i migliori, ogni tanto bisogna fare un passo indietro.


 5. SARDINIA ECOMMERCE: Un nuovo modo di fare e-Commerce

Vendere online è complesso, richiede preparazione, personale formato e disponibilità economica. Vendere sui Marketplace è facile ma non hai nessun controllo.

Nascono dei nuovi modi di fare e-Commerce: portali dedicati ad un territorio, ad un argomento, ad un settore, attraverso i quali diverse realtà possono caricare i loro prodotti per usufruire dei benefici della vendita online senza troppe preoccupazioni.

Nasce un nuovo modo di fare e-commerce: Fare comunità tra pari.

In tal modo le piccole società italiane, facendo network, possono fare ciò che da soli è impossibile o difficile realizzare.

Questo è lo scopo del nuovo progetto Sardinia ecommerce, “sostenere le aziende sarde nel loro percorso di crescita, mettendo a disposizione una realtà con oltre un milione di contatti giornalieri”.

L’insegnamento di Sardinia eCommerce: fare gruppo è fondamentale anche nell’e-commerce


6. FELTRINELLI E MESSAGGERIE ITALIANE: Nasce il nuovo “libro” della resistenza

Il mondo del libro con l’avvento dell’e-commerce ha conosciuto una vera rivoluzione.

Ha vissuto la vendita con margini bassissimi, la nascita dei formati digitalizzati, la genesi dell’autopubblicazione…

Questi sono solo alcuni dei temi sorti con la nascita della vendita online.

Ma la lotta si fa ancora più serrata perchè si parla di un settore che in Italia quest’anno ha avuto una crescita del 22% e potrebbe raggiungere gli 800 milioni di euro di fatturato.

Per resistere nella giungla dell’editoria bisogna fare joint venture, bisogna diventare sempre più grandi e versatili.

Sotto questa lente va letta la notizia di questi giorni dove Ibs, Feltrinelli e Libraccio si uniscono in una nuova realtà societaria per cercare di coprire i lati deboli di ognuno di essi. Il nemico da affrontare è il gigante Amazon.

Questa fusione, dal punto di vista aziendale, è latrice di ottime intenzioni: «La sinergia – spiega Rivolta, direttore operativo del gruppo Feltrinelli– riguarderà soprattutto il cosiddetto back end», la parte invisibile agli utenti. «Settori come la logistica, la fase di acquisto e di gestione dei fornitori, i sistemi informatici», esemplifica l’ad. Dal punto di vista dei clienti, invece, i tre store appariranno ancora separati, mantenendo ciascuno le proprie peculiarità (l’esperienza Feltrinelli nel mondo culturale, le competenze tecnologiche e il confronto con un pubblico più generalista d Ibs, la forza nel libro scolastico e usato del Libraccio).  Senza escludere che – nel rispetto delle caratteristiche di ognuno – potrà esserci una condivisione di titoli (sì a titoli in inglese da Ibs a Feltrinelli, ad esempio, ma no ai libri usati che arrivino ad altri store dal Libraccio, per non snaturare l’essenza di quest’ultimo). Di mezzo c’è anche la community (e i dati dei clienti). Chi si iscriverà a uno dei tre store, entrerà d’ora in avanti in un mondo più largo. Anche se, chiariscono dalla joint venture, per chi è già dentro verranno rispettate le attuali informative sulla privacy.”

Ma per i lettori cosa cambia?!?!?

L’insegnamento di Feltrinelli e Messaggerie Italiane: la vendita elettronica diventa sempre più concorrenziale pertanto devi specializzarsi fortemente in una nicchia, o ampliare la tua offerta con nuovi servizi o prodotti.

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