L’e-Commerce “Senza Pensieri” la frontiera inesplorata della vendita elettronica

Qualche anno fa, comprando l’appartamento da una signora di una certa età, mi sono trovato ad entrare in una realtà novecentesca, fatta di mobili in rovere, di posacenere in alabastro e divani in pelle “umana”, come direbbe il buon Fantozzi.

Nell’attesa che mi arrivasse il mobilio nuovo ho smantellato casa, portando molti di quegli oggetti a dei centri che raccoglievano quel materiale e stavano crescendo come funghi in quegli anni: i mercatini dell’usato.

Se avessi comprato quella casa qualche anno prima avrei buttato o probabilmente regalato a qualche rigattiere quei memorabilia personali. Invece sono riuscito anche a farci qualche soldo.

Il mercatino dell’usato soddisfa un’esigenza evidente della maggior parte delle persone. Tutti hanno oggetti che non desiderano più e vogliono disfarsene, ma l’addio è sempre doloroso, a meno che dietro il distacco ci sia un compenso economico che renda tutto più morbido. In più, l’animo commerciale è sopito in persona, pertanto l’agone della compravendita dà spazio a vecchi retaggi universali.

La soluzione precedente allo sviluppo di questo business model era quella di gestire autonomamente i prodotti inserendoli su secondamano (la versione cartacea) o di promuoverli sul canale digitale, ad esempio ebay o subito.it.

Attraverso queste soluzioni, però, si investe molto tempo personale senza sapere se quella “spesa” avrà avuto un ritorno economico. Inoltre la gestione della vendita era tutt’altro che semplice, soprattutto per un lavoratore: rispondere alle chiamate del cliente, rendersi disponibile per incontri in orari lavorativi, contrattazioni senza fine…

Il mercatino dell’usato offre una soluzione inclusiva. Consegni i prodotti e l’intermediario si occupa di dare visibilità e di condurre la trattativa al posto tuo.

Guadagni di meno, perchè dividi i compensi della vendita, ma accumuli meno stress e hai la quasi certezza della compravendita.

Questo esempio ci mostra come sempre più spesso le persone comuni, ma anche i retailer, cerchino qualcuno che faccia da intermediario in modo che assolva, al posto loro, dei compiti che ritengono superflui rispetto alla propria competenza o possibilità di impegno.

Lo stesso discorso vale per tutti quei negozianti o quelle imprese che si trovano a dover rispondere all’esigenza dei consumatori che desiderano per i loro acquisti un’esperienza omnichannel, ma sono nella condizione di una evidente difficoltà nello strutturare e far funzionare un progetto e-commerce.

Ecco la soluzione: un e-commerce che venda al posto nostro. Una modo “nuovo” di fare e-commerce: L’e-commerce all inclusive.

Non mi riferisco al classico marketplace stile Amazon, ma a un partner specializzato più elastico e meno invasivo.

Yocabè, ad esempio, ha sviluppato una piattaforma e-commerce propria e collabora con diversi altri negozi sui quali spinge i prodotti dei merchant con i quali collabora. In sostanza è “una piattaforma che offre e gestisce soluzioni di e-commerce per i brand“.

I brand, i negozi, i retailer mettono i prodotti e l’ecommerce all inclusive ci mette l’esperienza, la visibilità e la tecnica.

Di strada ce n’è ancora tanta da percorrere, perchè questo è un modello e-commerce poco presidiato, quindi c’è spazio per nuove start up che vogliono entrare nel business dell’e-commerce.

L’idea di Expedia, un esempio paradigmatico, potrebbe essere mutuata per altri settori commerciali. Quindi l’e-commerce all inclusive non è una soluzione innovativa realizzata da Yocabè, ma è una modalità di vendita non del tutto esplorata.

Lo dico sperando di sbagliarmi, ma è probabile che nei prossimi anni, la maggior parte dei consumatori web, comprino su pochi e precisi siti e-commerce.

Ed è per questo che la specializzazione (L’essenziale è invisibile agli occhi, ma fa bene alle vendite del tuo e-commerce) per attirare quella microfetta di mercato che cerca prodotti particolari, e la partecipazione ad un progetto importante e strutturato può, e farà, la differenza.

L’e-commerce è un business giovane ma sta conscendo, negli ultimi anni, un vero e proprio consolidamento. Come ogni assestamento presenta degli aspetti dolorosi, perchè la codificazione di un ambiente impone il rispetto di un codice che inibisce la partecipazione universale alla vendita elettronica, quella, per intenderci, che abbiamo vissuto fino ai giorni nostri.

In altre parole, l’e-commerce è ormai una materia scientifica, seppure in molti casi presenta degli aspetti sperimentali, abitualmente c’è un irrigidimento comportamentale che rispecchia l’abitudine professionistica.

C’è un abisso tra chi si inventa venditore e-commerce da chi invece lavora con professionalità.

Ciò richiede l’eliminazione dell’improvvisazione per chiunque voglia gettarsi in questa avventura, e comporta anche un investimento economico e strutturale importante.

L’abbrivio quindi, per chiunque senta la necessità di vendere on line ma ha paura di bruciarsi perchè non ha le competenze o le possibilità, può essere dato da questo nuovo modello di e-commerce.

In realtà esistono già degli esempi paralleli per chiunque voglia “provare” a vendere sul web senza dover implementare strategie e-commerce o gestire un e-commerce direttamente, e mi riferisco ai marketplace che offrono una visibilità sterminata, alle società che gestiscono ogni aspetto tecnico della nostra avventura di vendita elettronica, stile Triboo digitale, o alle aggregazioni di negozi online che fanno economia di scala.

Da oggi, però, c’è una nuova alternativa. Chi non vuole o non può gestire un e-commerce, chi non desidera partecipare alla lotta del prezzo su Amazon, chi non ha la possibilità economica di dare tutto in outsourcing, e chi non ha competitor trasversali con i quali riesce a collaborare, e non vuole stare lontano dal business e-commerce, può pensare ad una soluzione e-commerce priva di difficoltà.

L’e-Commerce Senza Pensieri la frontiera inesplorata della vendita elettronica.