Avete mai sentito parlare di Effetto Framing?

Sicuramente avete pensato che, almeno una volta nella vita, i giornali e i media abitualmente decidano scientificamente cosa proporre sullo schermo per influenzare l’attenzione su determinati argomenti.

Mi viene in mente l’esempio delle varie malattie infettive, come l’aviaria, o il periodo estivo in cui si parla costantemente di emergenza siccità.

Ma i media non decidono solo su cosa focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica ma anche come influenzarla.

Facciamo un esempio pratico. Se vi dicessi: “Un nuovo decesso a causa della meningite a Torino…”, l’udente sarebbe influenzato a pensare che c’è la possibilità di una epidemia nella città sabauda, provocando nei cittadini una sorta di tensione emotiva per questo aspetto.

Se invece io dicessi che: “A Torino quest’anno sono morte 5 persone per meningite e 350 per cause influenzali…”, la notizia avrebbe un peso diverso. La questione “meningite” verrebbe soppesata come poco rilevante rispetto ad un problema poco sottolineato ma di peso ben più rilevante.

Un’altra possibilità potrebbe essere quella di dare alla notizia un confronto storico: “Le morti per meningite nella capitale sabauda sono diminuite nell’ultimo anno di oltre un 50%, nonostante il caso di decesso di ieri…”.

Insomma da come dici le cose tutto dipende. Questo è l’effetto framing, cioè quell’effetto di incorniciatura delle informazioni, attraverso il quale si ottiene una probabile scelta o giudizio in merito.

Non vi sembra più che acclarata la sensazione che sui media, parlando di e-commerce, nella maggior parte dei casi lo si faccia attraverso una incorniciatura negativa?

Si parla di frodi fiscali, di truffe, di negozi che chiudono perchè non riescono a sostenere la concorrenza della grande distribuzione e della competizione sleale della vendita elettronica?

Eppure nessuno si muove nell’esercitare un sano equilibrio informativo.

Io, invece, vorrei spezzare una lancia in favore dell’e-commerce. Non per il suo lato blasonato e sperimentato: l’opportunità che dà al cliente di beneficiare di una scelta sterminata di prodotti, la comodità di ricevere il prodotto desiderato direttamente a casa, la possibilità di scegliere tranquillamente il materiale. La ragione non è per quel sonoro universo di bla bla bla triti e ritriti.

Mi sento di promuovere il lato oscuro dell’e-commerce, quello meno riconosciuto: quello dell’indotto che gira e cresce grazie alle vendite sul web.

Sì, perché, grazie allo sviluppo e alla crescita esponenziale dell’e-commerce, tante società ne stanno beneficiando; inoltre molte di esse sono imprese che con il digitale hanno ben poco a che fare.

Nel 2016 le vendite elettroniche in termini di fatturato hanno raggiunto, secondo le stime della Casaleggio Associati, i 32 miliardi di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente di oltre un 10%.

Ciò significa che ci sono più ordini e quindi c’è bisogno di più corrieri per gestire la logistica.

Gli express courier continuano ad avere le performance migliori, sia per il numero di consegne (+6,5%) che per il fatturato (+6,0%), coerentemente con la crescita costante dell’e-commerce.” (Trasporto merci: fatturato in crescita nel primo semestre del 2017).

L’aumento della merce che si muove nelle nostre città chiaramente coinvolge delle riconsiderazioni alternative per la viabilità stradale ed i mezzi di consegna dei prodotti in luoghi predeterminati.

Tutto ciò è un segno evidente di come l’e-commerce possa smuovere importanti crescite anche in settori attinenti.

I prodotti devono essere spediti in maniera sicura e garantita, pertanto devono essere imballati in maniera efficace. Non per nulla il business dell’imballo sta conoscendo un periodo di fioritura precedenmente impensabile.

Solo a Milano la quota di cartone raccolta nel 2017 è in crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente, passando dalle 16.054 tonnellate del 2016 alle 17.120 tonnellate del 2017. Ma il corretto conferimento è solo l’ultima parte di un percorso più ampio: secondo l’analisi del Politecnico di Torino, innovazione e attenzione all’impatto ambientale devono andare di pari passo, considerando una sostenibilità che sia di sistema: il packaging deve tenere conto di tutti i passaggi che l’imballaggio attraversa lungo il sistema logistico e delle esigenze dei vari attori che lo maneggiano.L’ecommerce in cerca dell’imballaggio sostenibile

Certo, l’aumento del giro di affari è legato ad un aumento dei consumi che pertanto propone analisi di sostenibilità ecologica, ma ci sono anche esempi, dove, l’incremento del giro di interessi attorno al mondo e-commerce, va di pari passo con la riqualificazione di ambienti altrimenti abbandonati.

Quante volte andando in giro per le città e passando per zone periferiche, ci accorgiamo di edifici scheletrici abbandonati. Le vecchie aree industriali abbandonate diventano grazie all’e-commerce nuovi centri logistici e creano posti di lavoro. (I magazzini dell’ecommerce stanno prendendo il posto delle fabbriche dismesse).

L’e-commerce sta modificando il modo di fare commercio, non sta uccidendo il commercio. Pertanto un cambiamento richiede agli attori che vivono quell’esperienza di partecipare attivamente all’evoluzione. Non posso contrastare la corrente ma devono seguire il corso del fiume.

Chi sta fermo viene trasportato via e viene abbandonato ai margini della riva. Quindi un’osservazione più equilibrata che non preveda un utilizzo dell’effetto framing per scopi populistici riesce ad evidenziare la vera colorazione cromatica dell’e-commerce.

La natura disruptive della vendita elettronica è per sua natura antitetica alla stabilità, ma grazie alla sua essenza, se vissuta con partecipazione, può produrre nuove possibilità evolutive e professionali.

 Quindi, tutti in carrozza cercando di mantenere un proprio equilibrio interpretativo.


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