Perché Il mio e-Commerce non vende?

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Essere Informati sulle news Digitali non Significa conoscere l’-e-commerce

Era sempre problematico, comunque la mettessi.

Sia che fossi preparato, sia che andassi libero dalle pressioni dello studio notturno, l’interrogazione con la professoressa di Storia e Filosofia, rappresentava per noi studenti del Liceo scientifico Ettore Majorana, ilpeggior incubo da vivere.

L’interrogazione era una cerimonia patibolare, il condannato si avvicinava al boia con passo lento e sguardo spento, nella speranza che un evento esterno, imprevisto, come una assoluzione plenaria, potesse, improvvisamente, salvarlo dal giudizio finale.

Ma la gioia della assoluzione non arrivava mai, e, seduti di fronte al nostro inquisitore, provavamo, noi studenti, a rispondere alle domande nella maniera più consona possibile, sconfortati dal fatto che la conoscenza della materia non era sufficiente per raggiungere l’agognata sufficienza, ma soprattutto lo stupore e la stima dei compagni.

Si, proprio cosi, studiare, conoscere la materia non era la discriminante per riuscire a prendere un voto che qualificasse il nostro sforzo verso la conoscenza. Per ottenere il riconoscimento quantitativo e sociale attraverso l’interrogazione, era necessario fare un passo ulteriore, utilizzare il ragionamento.

Era necessario riuscire a creare nuovi percorsi neuronali in modo da stimolare nuove reti significanti che in qualche modo dessero un nuovo valore, una reale innovazione, al materiale preparato.

L’obiettivo della nostra professoressa, Dott.ssa Soave, era quello di ampliare le nostre capacità di ragionamento. L’importante non era ricordarsi la data della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, ma perché e come il navigante genovese era arrivato a compiere una impresa del genere. Non era importante capire come Colombo si fosse fatto sovvenzionare la spedizione, ma perché, in quella determinata epoca storica, fosse così importante scoprire nuove terre.

Ancora adesso ricordiamo con piacere quel momento, che a noi sembrava di terrore, in cui con accento toscano, ci chiedeva la differenza di interpretazione sul Rinascimento tra due storici simili: Burckhardt e Burdach. Per noi il nome era sempre “Burqualcosa” e sbagliavamo, pertanto, sempre la risposta.

L’informazione oggi viene scambiata per conoscenza, e la conoscenza viene scambiata per intelligenza.

Lo spazio pubblico è colmo di persone semplicemente informate che credono di sapere, ma soprattutto di saper decidere, cosa è meglio per loro e per gli altri. Vista la mole di news che circolano on-line, ci poniamo fissi sul piedistallo di un approccio libertario in cui siamo gli unici latori della verità.

Rifiutiamo, sdempre di più, la specializzazione e l’approfondimento.

 

Lavora con i Professionisti dell’e-Commerce

Al posto di porci con spirito socratico, dubbiosi della nostra capacità conoscitiva, siamo assertori di lucide verità, anche in campo lontani dalla nostra pertinenza.

Una società come la nostra, figlia della migliore tradizione illuministica deve essere conscia che solo una divisione (certo una gestione olistica che lega ogni parte al tutto) specialistica può far progredire ulteriormente la nostra vita. Solo attraverso la ragione, che progredisce in scienza, in umanesimo e quindi progresso per tutti, può portare ad una continua evoluzione. (Se interessati a questo argomento leggete e il libro di Steven Pinker: Enlightenment Now: The Case for Reason, Science, Humanism, and Progress (Ha uno stile veramente piacevole, anche se nella sua visione positivistica può risultare stucchevole.)

Paradossalmente il nostro cervello, appena siamo consapevoli del peso della informazione che possediamo, incomincia a chiudersi in un atto difensivo, attraverso il quale promuoviamo la più piena autonomia.

Pensate al successo di trasmissioni come “Voyager” o “Mistero”, che giocano con la scienza ufficiale, ma soprattutto con noi, dando vita a correnti di pensiero sotterranee atte a mistificare la conoscenza ufficiale.

Lo scetticismo è un valore prima filosofico e poi epistemologico per cercare di dare una validazione evolutiva alla scienza, portandola a qualcosa di concreto, ma pensare di avere una soluzione alternativa in tasca dopo aver veleggiato sulla superficie delle cose, non conduce altro che alla morte del pensiero, e parallelamente a tutte le attività connesse all’uomo, come il commercio.

Non si può pensare che nessuno (o, viceversa tutti) abbia ragione, e che l’opinione di ognuno sia egualitaria su un aspetto rispetto ad un altro. Senza specializzazione siamo trogloditi.

Sembra una critica superficiale al comportamento umano, ma è una analisi che intende dimostrare come la professionalizzazione sia necessaria anche nel commercio e quindi anche nella vendita elettronica.

 

e-Commerce: Bisogna avere una strategia di business e di vendita, ed essere aperti all’innovazione

Eppure in Italia siamo ancora indietro, come troppo spesso accade quando parliamo di Internet. Secondo l’ultimo rapporto di Confcommercio , dal 2008 hanno chiuso circa 68mila esercizi commerciali. I settori più penalizzati: super e ipermercati, farmacie, abbigliamento, articoli per la casa. Mentre l’e-commerce è cresciuto a doppia cifra negli ultimi 12 anni, raddoppiando negli ultimi 4 e raggiungendo in Italia un giro d’affari di 24 miliardi di euro. Questo è quanto hanno speso i consumatori, non quanto hanno incassato le aziende italiane. Perché mancano, quando va male, di una strategia di canale, e quando va peggio di un pensiero strategico sulle vendite. Oggi parlare di ecommerce significa considerare in un’unica strategia negozi fisici, negozio virtuale e rivenditori online, generalisti e verticali. Ecommerce: gli italiani comprano, le aziende non vendono. Perché?

Parlare di digital store, di esperienza omni-channel, di voice search sono formalismi che però hanno dietro una profonda conoscenza del mercato, dei consumatori e dei meccanismi dell’e-commerce, affichè siano messi in pratica.

Per affrontare la vendita online in maniera produttiva e proficua bisogna sganciarsi dalla semplificazione della competenza altrui, significa rispettare l’esistenza, costruita attraverso l’intelligenza, di persone esperte che hanno in un settore determinato un valore direzionale e consultivo.

Dobbiamo in maniera illuminata, sapere d non sapere, e quindi accettare che ci siano delle figure specializzate alla gestione e alla strategia di un e-commerce: l’e-commerce manager.

 

e-Commerce Che Funziona? Fatti Aiutare da un e-Commerce Manager 

L’e-Commerce Manager, detto anche online store manager, è la figura che accoglie i 3 aspetti determinanti per poter scegliere nella maniera più opportuna la direzione e la gestione di un e-commerce:

  • Preparazione:
    Ha una preparazione scolastica che lo avvicina agli aspetti comunicativi, marketing, commerciali e, probabilmente, di management
  • Esperienza:
    Ha una esperienza molto consistente all’interno degli store digitali, che regalano una comprensione delle cose profonda della dinamica della vendita elettronica
  • Talento:
    Ha un grande talento, che gli permette di vedere sfumature delle cose in maniera prematura e probabilmente più corretta rispetto agli altri professionisti digitali. Quest’ultima caratteristica nasce dalla passione per ciò che fa.

L’e-Commerce richiede la collaborazione con altri

I consumatori troppo spesso non trovano ciò che desiderano, perché c’è una lacuna in termini di offerta, piuttosto che di domanda.

Se ancora adesso abbiamo un “e-commerce purchasing divide” rispetto agli altri paesi europei dobbiamo fare un mea culpa, soprattutto per la frammentazione del nostro substrato produttivo, elemento sul quale poco possiamo fare poco visto che è una situazione strutturale, ma anche perché, rispondendo alla nostra natura italica, improvvisiamo soluzioni solipsistiche, credendo di raffazzonare sempre qualche risultato decente.

Un interessante studio della Confcommercio per le imprese del 2018, chiamato: “Il Negozio nell’era di Internet

 

Le 3 Strategie di un buon imprenditore e-Commerce

Per ovviare a queste scelte amatoriale, gli imprenditori che desiderano lavorare bene nella vendita elettronica o che intendano aprire un business e-commerce. devono accettare 3 aspetti fondamentali:

 

Formazione continua in merito al Mondo Digitale:

In modo che i meccanismi della rivoluzione tecnologica siano comprensibili e che il costo delle figure e degli strumenti necessari sia avvalorato dalla conoscenza. Quindi preparazione seria e continua di cosa circonda la nostra esistenza. Non è sufficiente guardare il telegiornale per pensare di sapere. C’è differenza tra informazione e formazione. Conoscere significa fare scelte più consapevoli, con meno pentimenti su eventuali errori di valutazione posticipati, o con la percezione che il digitale e l’e-commerce siano solo una bolla poiché sembra non funzionare.

Riconoscere ed accettare il cambiamento:

Dobbiamo evitare di cadere preda dell’effetto Dunning Kruger, cioè essere condizionati da una distorsione cognitiva che porta, chi ne è affetto, a sopravvalutare le proprie capacità. Quindi confermare il bias cognitivo in cui, ottenuto un successo sembra che tutto possa materializzarsi sotto le mie mani, comportandomi nella stessa maniera. Questo processo comportamentale può condurre a gravi ripercussioni economiche, soprattutto in un ambito radicalmente lontano dalla normale abitudinarietà strategica ed operativa.

Comprendere che la Competenza Vale e fa la differenza:

Quante volte succede che società anche blasonate facciano fuoriuscire professionisti di mezza età, nel momento topico della produttività lavorativa, per abbassare il monte stipendi. La competenza fa la differenza.

e-Commerce: solo con la qualità si Vende

Nel mentre che aspettiamo, come sta accadendo, che gli enti governativi e le associazioni di categoria diffondano l’importanza della cultura digitale, dobbiamo coltivare la consapevolezza della necessità di intervenire in questo universo attraverso la collaborazione con esperti competenti, evitando, come si faceva un tempo, le collaborazioni amatoriali (amici, partenti, sentito dire…), mi aspetto, e consiglio a tutti coloro che hanno la volontà di intraprendere un percorso e-commerce di ragionare in termini qualitativi estirpando la ragione sulle normali dinamiche mentali.

L’avvento della rete ha avviato il circolo vizioso dell’indipendenza formativa ed informativa, dove chi cerca una informazione (nel nostro caso un imprenditore e-commerce) pensa di raggiungere, partecipando a corsi di formazione online di poche ore, la comprensione del mondo digitale e della vendita online. Come suggerito serve conoscenza, esperienza e talento, inteso come passione. Solo così si riesce ad avere la competenza per maneggiare uno store online

Solo migliorando la nostra capacità di ascolto, la volontà di investire in personale qualificato (anche se più caro), e di intentare un progetto attraverso una strategia e-commerce definita e innovativa possiamo vendere con successo con il nostro e-commerce.

Se il nostro e-commerce non vende il problema è del nostro e-commerce non è del mondo della vendita elettronica e del digitale.

Ogni cosa cambia velocemente nel mondo digitale, e anche ogni professione ha bisogno di una forte preparazione per rimanare aggiornata. (How Data Is Changing The Role Of Marketers). Gli stessi professionisti che lavorano quotidianamente in un settore devono reinventare continuamente loro stessi, e le loro certezze. Siamo in una società liquida, dove si impara facendo, ma bisogna avere le spalle larghe per poterci riuscire. fare da soli non è più possibile, ognuno deve fare al meglio il proprio “piccolo” lavoro, partecipando ad una piccola porzione per il tutto.