Il successo del tuo Progetto e-Commerce attraverso l’Innovazione

Il successo del tuo Progetto e-Commerce attraverso l’Innovazione | Davide Mare .com - The Port for e-Commerce Sailors

Tutto parte dalla Passione

Il fine settimana da piccolo, passavo gran parte del mio tempo dai nonni, in montagna, e trascorrevo la giornata giocando al pallone. C’erano tante altre possibilità di divertimento, ma io, sin dalla mattina, partivo con la palla sotto al braccio per recarmi in giardino e giocare contro il muro organizzando tornei fittizi solitari di dribbling fra gli alberi.

Il mio non era un gioco, era una passione. La differenza è sostanziale. Io nonostante fossi impegnato gran parte della mia giornata dietro al calcio, avrei continuato ad oltranza a soddisfare quel desiderio.

Il tempo, praticando quello sport, diventava un concetto relativo, era un unicum che sublimava ogni altra attività o desiderio. La passione è paragonabili nella sua forma più pura alla ipnosi. Si entra infatti in una sorta di nuova coscienza e totale abbandono del sè.

La passione è quel sentimento che acceca la mente, è l’impulso dove il cuore soverchia il ragionamento; ma, in virtù di questa considerazione, ogni minuto passato a fare l’atto del nostro piacere, diventa, quasi, una esperienza meditativa, dove noi incontriamo il nostro vero io.

La passione per qualcosa è l’incontro con noi stessi, è la nostra ragion d’essere, perchè è ciò che ci fa stare bene.

Il calcio rimane una mia forte e vivida passione. Non potendolo più praticare in maniera competitiva, seguo quello giocato da altri, e, spesso, mi perdo a vedere partite di campionati esteri o a rivedere match di un tempo.

Naturalmente come tutti i tifosi di calcio, seguo con fedele passione una squadra, la Juventus, e per lei mi emoziono come dietro ci fosse una guadagno personale, infatti ho alternanze umorali come se dai loro risultati dipendesse il mio futuro.

Razionalmente è un comportamento criticabile, perché seguire con tale trasporto una esperienza non propria, e così platealmente poco dignitosa nei suoi eccessi? Perché è una passione!

E nonostante passino gli anni, e cambino molte cose, la“La stagione dell’amore viene e va, i desideri non invecchiano quasi mai con l’eta.

Il tempo non modifica la nostra passione, la mantiene vivida e forte dentro di noi, perché quello è il nostro tempo. Quando ci dedichiamo a ciò che ci piace il tempo oggettivo diventa personale.

Per vivere una vita serena dobbiamo fare ciò che ci piace, quindi ciò che ci emoziona. Ma non è un discorso figlio di un pensiero new age, è la consapevolezza che chi cerca con ossessione l’allineamento tra ciò che desidera e ciò che il mondo propone, vive una esperienza della vita più alta, più piena.

Partecipare con emozione ad un argomento, ad una attività, ad un lavoro permette di vivere quella “cosa” attivamente, perché abbiamo i sensi ben aperti.

Ogni nostra passione ci guida verso un obiettivo, ci muove verso qualcosa che per noi ha senso. Può essere la partecipazione alla gara di modellismo, ad una gara di agility dog, o concorrere alla presidenza degli Stati uniti d’America.

La posta in gioco è indipendente da un valore universale, ma l’obiettivo che ci siamo prefissi ha importanza per noi, diventa un po’ la nostra ragione di vita.

Noi dedichiamo gran parte del nostro tempo per ottenere quel risultato (Vision), maturando una nostra idea su quel campo (Innovazione) e stimolando una competenza fortissima in quel settore.

Praticando quell’attività con dedizione giornaliera arriviamo a raggiungere una competenza verticale in quella materia.

Chi è appassionato di videogame, si troverà a rigiocare continuamente allo stesso gioco per migliorare il suo score. L’obiettivo non è arrivare ad una fine, ma migliorare il percorso, il risultato.

Il risultato non è mai la fine, ma è l’inizio di una nuova avventura per cercare di migliorarsi.

Quindi la passione ci guida verso dei risultati in maniera competente e leggera, e, soprattutto, ogni nostra azione non è un fine ma un mezzo per un altro porto.

Lavorare facendo ciò che piace non è solo un mantra di questi giorni, ma è concretamente ciò che rende una società più efficace e serena.

Più efficace perché ogni persona svolgendo quel lavoro lo fa in maniera, non solo professionale, ma completa – unisce sentimento, ragione e competenza – più serena, perché quel lavoro non gli pesa, in quanto il tempo scorre senza pensieri nel momento in cui lo si fa.

Domenica mi è capitato di andare in un centro commerciale per comprare uno spremiagrumi, nel momento in cui ho chiesto indicazioni su dove potessi trovarlo tra gli innumerevoli scaffali, la risposta degli inservienti è stata molto svogliata, non finalizzata a darmi una mano, ma determinata a liquidarmi nel più breve tempo possibile, e, al momento della cassa, il prezzo indicato sullo scaffale non combaciava con quello fatturato.

La mia osservazione, molto educata, riguardo alla correttezza del prezzo, visto il talloncino, non ha convinto  il venditore, che, senza contoìrollare, ha ribadito la sua posizione, non avvicinandosi lontanamente alla mia considerazione.

In un primo momento sono stato tentato di dimostrare le mie ragioni e manifestare la sua inerzia ad ogni problematica, ma poi ho capito che quello che mancava in quel negozio: la passione per fare quel lavoro.

Manca la motivazione e la passione. Sicuramente, un direttore più capace potrebbe instillare la motivazione, ma non la passione.  Quindi il lavoro è seguito passivamente, come fosse un elemento da superare durante la nostra giornata, nella speranza che il tempo scorra velocemente, creandoci meno problemi possibile.

Svolgendo un lavoro come dovere, aumenta la competenza, nella sua meccanicità, ma si ferma nella routine, il lavoro manca della spinta innovativa, è latente di quell’elemento che nasce nel momento in cui si vuole migliorare, o si vuole fare qualcosa meglio di come viene fatta.

La passione è il motore evolutivo e migliorativo del mondo.

Pertanto, quando vogliamo aprire un e-commerce dobbiamo pensare, prima di tutto, a chi siamo. Quindi l’apertura di un negozio di vendita elettronica, come di ogni altra attività lavorativa, parte da uno spazio di autoconoscenza.

A più riprese parlo di progetto e-commerce e di strategia e-commerce come delle aree fondamentali per lavorare bene con un e-shop online, ma questa volta parlo di un momento zero, mi interesso di un momento che viene prima di ogni altra considerazione commerciale.

I più minimizzano l’importanza della passione nello svolgimento della propria attività, mettendo come scopo della propria azione altri fini, come i soldi, il potere, il controllo, dimenticando come ogni società familiaristica abbia una vita di 3 generazioni.

Lo scopo della vita di un figlio non è detto che sia vicino a quello del padre, pertanto il dovere, l’interesse per posizioni congelate, mista alla mancanza di passione per quel lavoro, minano da dentro la salubrità di quella società, che, se priva di un manager capace, può andare a carte quarantotto.

Esistono, certo, gli imprenditori seriali, ma sono coloro che, per confermare la loro definizione, vedono il business come mezzo per ottenere una certa posizione sociale ed economica.

Non è detto che i risultati arrivino sempre, ma è chiaro che, l’appassionato, nonostante tutto, continuerà imperterrito a cercare di raggiungere il suo obiettivo, seguirà i suoi sentimenti.

Quindi per impiantare un progetto e-commerce efficace e rivoluzionario, devi partire da cosa ti piace, da qual è, sostanzialmente, la tua essenza. Qual è la passione che ti muove? Quella passione diventa il tuo scopo commerciale.

Ho lavorato a lungo, come e-commerce manager, nel settore medicale e, nel giro di pochi anni, da una manciata di e-commerce, è partita una corsa alla vendita elettronica. Una frammentazione dell’offerta sempre più aspra. I prodotti erano sempre egli stessi, la frammentazione dell’offerta sempre più aspra.

Come si può sopravvivere e guadagnare in questa maniera? Trovando una propria ragione di esistenza direte voi; certo, qual è la tua visione di come fare quel lavoro, e di come, svolgendolo, aiuti le persone che diventano tuoi clienti.

Ma allora perché gli e-shop medicali sono tutti uguali? Perché dietro non c’è passione, ma dovere. Ogni farmacista, visto che il vicino si butta nell’agone della vendita elettronica, si muove di conseguenza, senza passione per la vendita elettronica, senza conoscenza dei migliaia di prodotti che commercializza…

I siti e-commerce sono tutti uguali, perché l‘imprenditore e-commerce subisce gli eventi non li crea. Non è attivo nel processo di creazione di un e-commerce innovativo, perchè non lo smuove una passione per quel settore che gli fa maturare nuove strade da percorrere.

Prendete Elon Musk: perché riesce bene in ogni attività che fa. Perché lo smuove la passione. Elon Musk diventa un appassionato di ciò che fa. C’è una storia su come affronti ogni business nei quali si getta. Ha realizzato una nuova scuola, “Ad Astra”, che ha come scopo quello di proporre un percorso più vicino alle peculiarità ed attitudini dei bambini rispetto ad un processo arbitrario comune di insegnamento.

Alle domande di un giornalista sui criteri del nuovo processo di insegnamento, pare che Musk abbia, a memoria, descritto perfettamente ogni elemento. Elon Musk cambia le cose, perché crede in quello che fa. Se avvia un progetto è perché ha una visione nuova di come la sua attività debba cambiare in meglio il mondo.

E’ importante conoscere la concorrenza per sapere cosa fanno gli altri, è fondamentale capire cosa desiderano i clienti, è vitale capire che sfumatura diamo alla nostra attività. Questi sono i primi gradini da intentare per avviare od ottimizzare uno shop online. Ma prima c’è una zona grigia, di limbo, il momento zero, nel quale ognuno di noi deve conoscere se stesso e capire quale attività dare la luce.

Andando in uno store commerciale io trovo il prezzo e la disponibilità, ma manca la competenza, la passione, la possibilità di saperne di più, manca la possibilità di avere la certezza che la propria scelta è quella giusta. In tal modo sviliamo il prodotto e ciò che acquistiamo perde di valore.

Perché Ikea ha avuto tanto successo. Perchè vende prodotti che non trovi da altre parti, perché il prezzo è competitivo, ma soprattutto perché regala una esperienza. Entrando in uno store Ikea ti trovi catapultato in un universo parallelo. Vedi la casa dei tuoi sogni. Perché navigando tra le camere già fatte, trovi quella che fa per te. Entri un negozio che ti regala un sogno.

Dietro c’è passione, c’è una idea per cambiare il modo in cui si sono fatte le cose.

Primo Pilastro per realizzare un e-Commerce : vendi ciò di cui sei appassionato

Ma andrà anche un passo in avanti, in quanto…

Dalla Passione nasce l’innovazione

E’ una noia lo so. Mi tocca partire da Amazon per approfondire questo punto.

Amazon vuole essere l’e-commerce, non vuole essere un e-Commerce.

Amazon ha un obiettivo, dato dalla passione visionaria, forse eccessiva, probabilmente dittatoriale, del proprio fondatore, ma ogni scelta è focalizzata a raggiungere questo scopo.

Amazon quindi attiva il servizio di video on demand “Prime video”, apre la sua piattaforma alla pubblicità per diventare il terzo provider in questo settore, tenta di realizzare un corriere tutto proprio, afferma un modello di logistica per sé e per gli altri, si impegna nell’e-commerce voice…

Crea insomma una frammentazione di servizi per raggiungere il suo obiettivo. In taluni casi sono servizi che si avvicinano ad una offerta già presente sul mercato, in altri sono modelli assolutamente nuovi ed originali.

Ma c’è una visione di fondo in ogni loro attività, il desiderio di fare meglio ciò che c’è. Tutto è migliorabile. Questa voglia di modificare le abitudini per offrire qualcosa di meglio è il loro punto di forza.

La volontà alla innovazione, cioè alla volontà di produrre nuovi modelli operativi per il piacere di trovare nuove strade evolutive a degli evidenti impedimenti lungo il nostro viaggio, è il tratto distintivo di chiunque abbia la passione dal suo lato.

Un esempio banale, prendete gli scatoloni di “amazon pantry”. Hanno le maniglie ai lati per riutilizzare il pacco. Una idea semplice ma funzionalissima. Perché nessun altro ci aveva mai pensato, o forse, perché nessuno lo aveva fatto? Perché vuol dire rivedere le proprie modalità operative. Studiare un nuovo prodotto…Era più facile acquistare gli imballaggi dati e proporli così.

Se ti pace un argomento, una attività, se hai un obiettivo chiaro e definito che è lo scopo profondo della tua esistenza, allora l’innovazione verrà da sè. Perché approfondendo gli argomenti, diventerai uno che ha competenze e proattività, hai quel fuoco sacro che ti permette di spingere sull’acceleratore per vedere le cose diversamente da come le accettano tutti.

Prendiamo gli allenatori più vincenti di questi ultimi anni, Conte, Mourinho, Guardiola, hanno una passione per il calcio che li porta alla dedizione totale verso quell’argomento. Si dice che l’ex allenatore dell’inter studi ogni mossa dell’avversario e parli con i propri giocatori spiegandogliene i movimenti, le abitudini. Il tutto attraverso schemi, analisi e dati. Il suo è uno studio scientifico appoggiato dalla passione.

Conte, seppur molto preparato, sfoga la sua passione in un atteggiamento più emozionale, e su argomenti di self help per aumentare le capacità del gruppo. Guardiola ha nella meticolosità più assoluta la sua arma, ogni possibilità viene considerata e studiata, e tutto diventa automazione.

La Passione porta alla dedizione totale per un argomento il quale manipolato dalla mente e dalle mani dell’appassionato si modifica, perchè il fruitore diventa creatore, in quanto modifica la materia maneggiata.

La passione porta a conoscere in profondità la materia e a fare relazioni tra elementi altrimenti imprevedibili. Queste relazioni creano nuovi modelli operativi, nuove strade che dovrebbero rendere più efficace i prodotti proposti.

Chi conosce bene una materia, perché ci si dedica con costanza, capisce prima degli altri, quali possano essere i limiti attuali di quella soluzione, e, in quanto appassionato, cercherà nuove modalità operative per agire.

L’innovazione nasce dalla passione, guidata da una forte capacità associativa tra argomenti e materie diverse. Se tu copi le idee del tuo settore non ci sarà mai nulla di nuovo. Una cosa nuova è quella di vedere un ingranaggio dinamico e di associare questa soluzione al classico sistema per pulire i pavimenti: Il mocio. Per esempio Il Robomop mutua una soluzione da un ambito differente, lontano.

Solo attraverso l’esperienza e lo studio trasversale il cervello riesce ad elaborare soluzioni associative, perché si libera dai vincoli classici, perché toglie i pregiudizi, costringendo a creare nuovi collegamenti.

Per essere innovativi bisogna aprirsi ai cambiamenti, bisogna accettarli, anzi promuoverli. Facendo diverse esperienze grazie alla nostra passione riusciamo a vedere il nostro lavoro in maniera nuova, con associazioni inattese. Quindi nascono le visioni. Le visioni sono ciò che guida la nostra passione, perché è ciò che può dare una direzione alla nostra passione.

Il termine esatto per descrivere questo atteggiamento aperto e pronto al cambiamento è il Shoshin: mente del principiante

Quindi se vogliamo avere una visione precisa di che cosa vogliamo fare con il nostro e-Commerce dobbiamo lavorarci con passione, sperimentare continuamente con gli occhi vergini, aprendoci alle novità e ai cambiamenti, e soprattutto osservare ciò che ci circonda nella vita di tutti i giorni.

Come sostiene Albert Einstein: “l immaginazione e più importante della conoscenza.

Quindi aprendo un e-commerce con prodotti o servizi che si conoscono in profondità, ma soprattutto sui quali si ha una passione vera, reale, può portarti a conoscere nuove modalità operative per offrire innovazione ai consumatori.

Non mi stupirebbe che Travis Kalanick e Garrett Camp abbiano ideato Uber per un problema personale, trovare un taxi in maniera semplice, economica e veloce, ma anche per una chiara passione per la tecnologia, la mobilità. Unendo un bisogno con una propria passione si può creare innovazione.

Secondo Pilastro per realizzare un e-Commerce: attraverso la passione si stimola una visione nuova, con la quale proporre la tua idea di e-Commerce con il tuo e-Commerce

 

Dall’innovazione si sviluppa la tua identità

Sei a buon punto per la realizzazione del tuo e-Commerce. Sai già che cosa fare, perché segui la tua passione, e hai una idea di precisa di cosa debba esser fatto per migliorare quel modello di business.

Hai già una identità ben definita. Hai un tratto distintivo che ti porta ad essere qualcuno di diverso rispetto a tutti gli altri shop.

Questo è un elemento fondamentale. Trovare la tua identità autentica, distintiva. Questa è quella che normalmente in termine tecnico viene chiamata Vision. Come vedi il settore e-Commerce nel quale vuoi competere, e come ti vedi rispetto ai tuoi competitor?

Perché è così difficile trovare la propria identità commerciale? Perché non partiamo mai dalle nostre passioni, ma da una analisi di mercato, da ciò che fanno i nostri amici o nemici, perché sentiamo cosa dice il telegiornale.

Si perché il telegiornale ci spinge dove il potere economico vuole che si vada, non dove realmente si pensa che convenga al pubblico, ai consumatori. Faccio un esempio. In medicina, non vengono studiati nuovi antibiotici, sembra da una delle ultime Puntate di Nemo – Nessuno Escluso, perché il costo non ripaga i risultati. Pertanto le case farmaceutiche ormai promuovono e mettono in commercio più pochi farmaci, solo i tre i principali. Ciò causa un evidente aumento dell’aggressività dei batteri, che ormai si stanno abituando a questi tre antibiotici.

Non si fa ciò che conviene per il consumatore, in questo caso il malato, ma ciò che fa comodo alle società farmaceutiche, che essendo aziende tendono al profitto e non a scopi umanitari.

Quindi, io propongo di ascoltare meno le tendenze o gli studi della televisione, in molti casi prezzolati da interessi economici, e basarsi invece sulle proprie sensazioni frutto dell’esperienza, della passione e della visione.

Io sono convinto che l’identità sia il nucleo per resistere nel mondo e-commerce del giorno d’oggi, dove la frammentazione del mercato dell’offerta è evidente, dove esistono player sempre più grossi ed ingordi, dove sono necessarie sempre più competenze budget per poter vendere.

In un mondo e-commerce altamente competitivo dobbiamo abbandonare la lotta del prezzo, per canalizzarci nella promozione della nostra identità.

Non basta essere ma bisogna anche apparire. Usain Bolt è il miglior corridore degli ultimi decenni ma è un marchio indelebile nella mente di tutti, seppur pratichi uno sport non così popolare: Bolt piace perché è un personaggio, che ha una propria identità ben definitiva, ma che soprattutto la sa promuovere.

A me non piace, sarò uno dei pochi, ma trovo il suo comportamento irriverente nei confronti degli avversari. Prima della gara si pavoneggia, si mostra rilassato, e chiude la gara con una mossa di danza giamaicana.

Ma tutto questo è un metodo per presentarsi, per farsi ricordare. Attraverso una presentazione come si deve si diventa brand, perchè dietro c’è un segnale, c’è un modo di vendere che le cose che puoi promuovere.

La propria visione oltre ad esserci quindi deve essere proposta, e per essere presentabile necessita di 3 elementi fondamentali: specificità, sinteticità e coerenza.

Attraverso una visione nuova, creduta e condivisa attraverso una presentazione efficace. possiamo sperare di trovare gli evangelisti. Coloro che come gli apostoli andranno nel mondo a promuovere il nostro modo di pensare e di fare e-business.

La nostra visione affinchè possa essere evangelizzata con una presentazione deve far intendere che quello che c’è non è abbastanza, che quello che c’è lede la nostra libertà.

E’ sempre una contrapposizione tra ciò che c’è e ciò che invece deve esserci. Un po’ come tutte le rivoluzioni che hanno fatto saltare l’ancien regime che manteneva dei processi operativi e culturali fissi e stabiliti.

Per un e-Commerce diventa fondamentale capire la propria identità e saperla mostrare, farla percepire all’esterno. Dobbiamo pensare all’immagine aziendale che è costituita dalla brand image, dalla parte visual, quella content, dalla user experience…

Terzo Pilastro per realizzare un e-Commerce: Progetta un e-Commerce che parte dalla tua identità, dal tuo modo di vedere e di voler cambiare il mondo

 

Dalla assunzione della propria identità alla proposizione della propria identità -immagine

Netflix studia le immagini dei contenuti che pubblica. Studia ogni immagine attraverso un algoritmo ed eviscera, dalla moltitudine di possibilità, uno schematismo vincente. La struttura visiva che raccoglie maggiori consensi è quella che serve da esempio per produrre nuovi contenuti.

Attraverso i dati si producono contenuti, nuovi dati. Per aumentare l’engagement e per limitare i danni di insuccesso.

Tutto parte dall’immagine per tornare all’immagine. D’altronde noi siamo in gran parte ciò che appariamo. Possiamo avere l’identità spiccatamente migliore per un target audience, ma non promuoverla correttamente. Così il nostro pubblico non ci conosce, o se entra sul nostro sito, lo abbandona rapidamente (bounce rate) perché non percepisce la nostra vision.

L’immagine è il template, la grafica, ed è anche tutto ciò che è visuale, tutto ciò che si vede e si esperisce su un sito e-commerce.

Pertanto perché facciamo i siti e-Commerce tutti uguali negli aspetti strutturali e grafici?!? Ci siamo fossilizzati, irrigiditi.

Le pagine prodotto colme di prodotti non attirano le persone, provocano frustrazione. Leggevo qualche tempo fa una statistica su amazon, nella quale si comunicava che la quasi totalità dei visitatori si ferma alla prima pagina di navigazione. In pochi, pochissimi, passano alla seconda pagina di listing prodotti.

Perché allora tutti continuiamo a fare categorie con centinaia di prodotti. Amazon lo fa perché tanto sa che, bene o male, il cliente nei primi dieci prodotti trova ciò che cerca e quindi ha un alto tasso di conversione lo stesso, ma un sito e-shop classico, con prodotti più evoluti, deve allineare i desiderata con ciò che vien mostrato. E questo quasi mai accade.
Quindi perché non pensate a nuove strategie di visualizzazione. Che so ad immagine che si possono scorrere, dando quindi più spazio alle immagini. Oppure inserendo chatbot che aiutino nella ricerca del prodotto facendo domande finalizzate a canalizzare la ricerca.

Insomma in base alla propria passione, innovazione, identità è opportuno trovare una immagine allineata ma anche semplice.

L’innovazione passa anche da qui, e la novità se aiuta a semplificare qualche passaggio di acquisto non può che essere accolta con entusiasmo dalla clientela, ma soprattutto dà una prova provata della tua identità al consumatore.

C’è sempre paura di spostare equilibri consolidati, come se ci fossero ormai delle codifiche di costruzione di un sito e-commerce. Il menu in alto è suddiviso per categorie, un campo di ricerca in alto a destra, i link di informazioni nel footer.

Nessun cliente sa ciò che vuole fino a quando non glielo dici tu. Come disse Henry Ford, un consumatore avrebbe chiesto un cavallo più veloce, non avrebbe chiesto un’auto. L’ha chiesta quando gliel’hanno messa davanti agli occhi.

Quindi finiamola di dire che per avere un prodotto di successo dobbiamo fare solo ricerche di mercato. Facciamo ricerche di mercato e diamo al pubblico ciò che già c’è. Non siamo innovativi, ma prevedibili.

Noi dobbiamo risolvere un problema nascosto, che c’è. Allora creiamo valore.
il tablet risolve un problema. Possiamo navigare più tranquillamente che su uno smartphone, possiamo anche leggere, e scrivere. Ma nessuno prima di avercelo tra le mani avrebbe chiesto un tablet ad un produttore di pc.

Uno dei problemi principali del 99% delle società esistenti sul pianeta è che considera solo la redditività nel proprio operato. La parte economica è fondamentale, necessaria, ma ogni società deve creare valore, non produrre solo soldi per sè. Il consumatore non è interessato a sapere che vendendo le macchine il ceo a capo di quella società è riuscito a comprarsi uno yatch, ma è interessato a sapere come quel prodotto gli cambi in meglio la vita. Come quella macchina gli dia valore.

Nessuna pubblicità di un’automobile vende un prodotto, ma vende un sogno, vende un valore, vende una identità. Una storia che tu puoi o meno condividere.

I prodotti, solitamente, sono una fusione delle intenzioni di un progettista, della produzione, del commerciante. Ognuno dice la sua e il prodotto prende la forma di più persone. Il prodotto invece deve nascere dalla tua idea e dalla tua visione, i settori aziendali si devono piegare a questa volontà.

In questo caso il tuo prodotto è l’e-Commerce che pensi, tutto il resto si deve piegare alla tua visione e immagine. La piattaforma, il magazzino, la gestione del customer service si devono allineare con ciò che vuoi. Non esiste il “così fanno i migliori”.

L’immagine è fondamentale, e deve rispettare la nostra idea di società. (The importance of web design)

Sicuramente tutto ha un senso, ma prendete una pagina di Dario Vignali, una landing page qualsiasi, il menù, quando si scrolla, scompare, c’è una cta fortissima all’inizio, un uso bilanciato tra immagine e testo.

Sono landing page differenti dal 99% degli altri professionisti. Io che lavoro sul web da anni vedo che lui ha studiato ogni aspetto della propria pagina, colore, dimensione, cta, scroll. Si vede che il suo sito è figlio della sua identità, sprizza gioia, chiarezza ed efficacia in ogni aspetto.

Il sito e-Commerce è nostro e deve parlare di noi, deve parlare della nostra passione, della nostra identità e di ciò che proponiamo.

Quarto Pilastro per realizzare un e-Commerce: progetta e realizza un sito che parla di te, devi esprimere il tuo valore, e parlare della tua funzione.

L’immagine deve parlare con semplicità

La possibilità di scelta paralizza. Senza entrare in discorsi analitici di spessore sociologico, ritengo che l’andazzo degli ultimi anni in cui molti popoli perpetrano situazioni dittatoriali nel loro Paese, in maniera quasi sempre manifesta e volontaria, evidenzia come all’uomo piaccia avere una guida che gli dica cosa fare.

Certo, le persone vogliono mantenere l’apparenza del controllo, ma per scarsa cultura, inerzia, ignavia, spesso, preferiscono illudersi di scegliere, per far fare le cose a qualcuno al posto suo.

Si prenda l’esempio ultimo della Cina e della Russia.

Questo specchio sociale ci manifesta come l’uomo agogni la semplicità.  Il cervello umano (Come vendere di più con il tuo e-commerce attraverso il neuro-marketing) per efficientare il suo lavoro cerca di selezionare e di elaborare gli stimoli che provengono dall’esterno nella maniera più semplice possibile, eliminando quelli che si ritengo superflui, ed elaborando quelli utili.

Come ci insegna Daniel Kahneman con il suo libro più illustre “Pensieri lenti e veloci”, molto spesso noi prendiamo le decisioni grazie alla supremazia del cervello primitivo, quello che viene attivato inconsapevolmente. La nostra parte razionale, quella comandata dal cervello più evoluto richiede molta più fatica ed allenamento. Non è difficile pertanto capire come, anche da un punto di vista evolutivo dell’uomo, siamo portati a farci guidare dall’istinto, dalla semplicità.

Il nostro cervello più evoluto si muove con complessità, e anche quando lo utilizziamo cerchiamo delle strategie per velocizzare il processo di ragionamento o ricordo.

Anzi, la semplicità in molti casi diventa un obbligo per rispettare la semplicità del mondo. Come dice John Maeda, un design di fama internazionale, la complessità è dovuta alla congiunzione tra noi il mondo, non è un elemento reale, assoluta.

La complessità è causata dalla relazione.

La relazione tra gli oggetti, con le persone, anche nella vendita su un sito e-commerce pertanto deve essere spinta alla semplicità.

(Propongo la lettura di tre libri molto interessanti in merito: Le Leggi della SemplicitàProgetto e Sito e-Commerce: Keep it Simple; La caffettiera del masochista)

Ma oltre le ragioni sociologiche ed umanistiche finora addotte, la ragione più importante per la quale dobbiamo aspirare a semplificare tutto è il risultato.

Più semplifichiamo le cose, più otteniamo risultati, perchè tutto diventa più comprensibile. Una chiara vision aziendale del proprio e-commerce è un concetto, una emozione che può facilmente essere condivisa e compresa dai consumatori.

Una gestione operativa chiara e semplice delle attività quotidiane che dobbiamo portare avanti nel nostro e-commerce ci aiuta ad ottimizzare il nostro tempo.

Una politica di marketing semplice, priva dei vari meccanismi inutili “se spendi 83 euro, allora aggiungendo 1 uro, puoi acquistare un prodotto da 100 euro a 50 euro…” ti aiuta ad ottenere maggiori risultati.

Quindi mantenersi semplici vuol dire ottimizzare il tempo, l’efficacia, la comprensibilità.

Tutto il nostro lavoro su un e-commerce deve portare al significato che vogliamo dare al nostro shop. Quindi dobbiamo stimolare l’arte del togliere. Meno “roba”, più ottimizzazione.

Nella strategia aziendale la sottrazione comporta spesso un aumento di valore come dice Antoine de Saint-Exupéry “un designer sa di aver raggiunto la perfezione non quando non c’è più nulla da aggiungere ma qua non c’è più nulla da togliere

Un prodotto non ha valore per tutte le cose che vengono aggiunte, ma ha valore quando il consumatore riesce ad usarlo, quindi è funzionale, semplice e bello. Lo smartphone è stato un prodotto innovativo perché è fatto fare un salto evolutivo ai cellulari, dalla complessità dei blackberry si è passati alla semplicità di un gesto.

Guardate le pagine della Apple. Il poco fa assumere un significato fantastico a quello che abbiamo, e a quello che proponiamo. Basta con questi ipermercati affogati del troppo.

E poi la nostra società sta prediligendo questo atteggiamento minimal, quindi anche senza avventurarsi in discorsi profondi, il nostro scegliere la semplicità potrebbe anche essere solo una ricerca di ciò che funziona, un navigare in acque tranquille.

Le macchine diventano sempre più facili da guidare, anzi fra pochi anni si guideranno da sole, i cellulari si comanderanno via vocal, attraverso la domotica dovremmo avere una centralina dalla quale controllare diversi servizi della casa.

La tecnologia è volta a semplificarci la vita, incominciamo anche noi a puntare l’e-commerce verso il significativo.

Ma il significato, la semplicità che punta all’essenza non deve essere latrice di neutralità.

La semplicità deve avere un’anima, deve procedere senza dimenticare l’emozione. Grazie alla semplicità il cliente non si pone domande quando naviga sul tuo sito, perché tutto è specchiato. Il cliente conosce ogni cosa, naviga con semplicità verso l’unica cosa che deve fare: acquistare.

Quinto Pilastro per realizzare un e-Commerce: La semplicità deve essere la guida per ogni aspetto del tuo e-Commerce, in ogni aspetto:. Commerciale, promozionale, gestionale…

 

La Semplicità deve essere accompagnata dall’emozione

Amo il pensiero di Zygmunt Bauman, un filosofo polacco assai longevo che ha attraversato tutto il secolo scorso e quasi tutto il ventennio in corso.

E’ un personaggio poco conosciuto ma, a mio parere, uno dei più acuti osservatori della nostra società.

Nel suo lungo percorso professionale ha trattato gli effetti della rivoluzione industriale 4.0 su gli uomini.

Ha evidenziato con il crollo delle ideologie novecentesche abbia lasciato sulle persone un senso di smarrimento coperto dalla ricerca del più insensato individualismo nichilistico.

Il consumo compulsivo diventa un modo per sublimare le nostre debolezze e per affermaci pubblicamente, in una continua rincorsa verso qualcosa di inutile. Con la caduta delle nostre certezze, viviamo una sorta di indignazione perenne verso tutto e tutti, che si manifesta evidentemente attraverso l’opinione pubblica sempre più feroce sui social, o l’assurgere di movimenti politici contro qualcosa più che a difesa o a propugnamento di una idea.

Siamo in preda ad un individualismo che lavora sull’effimero, sul passeggero, sul continuo bisogno di novità, senza un progetto, sulla necessità di un continuo stimolo emotivo, che ci faccia sentire vivi.

Ogni aspetto più che su un ragionamento si basa sull’emotività, e quindi sull’intrattenimento. Anche il controllo non ha più l’aurea grigia del romanzo 1984 di George Orwell, ma la patina azzurrina, rassicurante, di Facebook, dove il controllo diventa intrattenimento. Dove il controllato partecipa ad aiutare il controllore nella negazione della sua privacy e quindi della sua libertà.

La nostra società naviga sul mare dell’intrattenimento come metodo per provare emozione, per dare sensi effimeri ma piacevoli alle persone. Quindi anche attraverso il nostro e-commerce, seppur evitando questi aspetti di analisi sociologici, dobbiamo toccare le corde della emotività, dobbiamo toccare i sensi dei nostri consumatori.

Quindi, quando progettiamo un sito e-Commerce dobbiamo evidentemente puntare sulla semplicità emozionale, su una essenzialità che parli al cuore delle persone. Tanto più che il nostro processo di acquisto non è mai totalmente razionale, e giocare sugli aspetti emotivi aiuta enormemente la vendita.

Giocare sulla emozione attraverso la produzione di contenuti, di video adatti al tuo consumatore diventa necessario per l’ottimizzazione, ma soprattutto, per la credibilità del tuo marchio e-commerce.

Un fantastico esempio è il nuovo e-Commerce della Dainese, dove l’emozione è il fulcro del sito. Attraverso il propugnamento dell’emotività, attraverso “un’esperienza immersiva che va altre lo shopping, un viaggio nei valori e nella storia dell’azienda, un’occasione per entrare in relazione con chi, a livello professionale o amatoriale, pratica gli sport dinamici: gare motociclistiche, sci alpino, mountain bike, competizioni veliche, fino alla conquista dello spazio” (Dainese, il nuovo shop online è un’esperienza. Un approccio omnicanale che punta sui valori del brand), si promuove l’esperienza.

L’esperienza trasmette una idea, un valore societario, che quindi spinge alla condivisione e pertanto crea una clientela fidelizzata. Si vende senza spingere direttamente alla vendita.

L’intrattenimento invece può essere banale, ma presente, può essere anche espresso attraverso la promozione di eventi sul territorio, la realizzazione di una sit com sul web, a giochi a premi finalizzati alla fidelizzazione.

Facebook è la rappresentazione del passatempo, una pletora di news sociali senza approfondimento o credibilità, che parlano alla pancia più che al cervello, notizie frammiste alla esaltazione della nostra individualità più spiccata, e alla voglia di spensieratezza. Con il giochino che ci aiuta a passare il tempo.

Il nostro sito e-commerce deve diventare come un contenitore televisivo, dove la vendita del prodotto è una delle ragioni della nostra esistenza.

Non è da esclude che ci sia una integrazione tra alcuni modelli televisivi con quelli e-commerce. Come una televendita, dove “in diretta” il consumatore attraverso i chatbot o sui social possa comprare il prodotto.

In una eterna ricerca dell’intrattenimento, della emotività, dell’impulsività, della credibilità nel processo decisionale che porta all’acquisto.

L’emozione è sprigionata da un efficace storytelling

Come abbiamo sostenuto sono le emozioni che determinano l’acquisto da parte del consumatore, solo dopo arrivano le motivazioni razionali. La gente non compra ciò di cui ha bisogno, ma acquista ciò che desidera, ciò che sogna, ciò che per lui assume valore.

Per parlare di sogni, per proporre sogni dobbiamo utilizzare l’arte del racconto, quella della narrazione (Il Content Marketing (Storytelling) è il pilastro di ogni brand e-commerce).

Io mi sono laureato parlando della cinematografia di Sergio Leone proprio perché il suo linguaggio filmico a mio parere è vicino a quello del mito. E’ asciutto, distaccato, ma fortemente emozionale, legato ad un tempo diverso, quello eterno. In un tempo sognato, dove ogni uomo passa. Leone racconta la storia di ogni uomo attraverso i suoi film, e lo fa con la passione del racconto, con un copy leggendario, e con una narrazione lunga, che blandisce il fruitore. (Tarantino ha imparato da lui).

Le storie sono la successione attraverso cui impariamo, facciamo esperienze e ci convinciamo di qualsiasi cosa. Non per nulla la nostra cultura per millenni è stata promosso attraverso l’oralità. Attraverso il racconto a voce le persone si tramandavano gli insegnamenti, trovavano una propria identità nell’universo e diventavano appassionati di qualcosa.

Anche la vendita attraverso il nostro e-commerce è un processo che trasferisce un contenuto che si spera venga condiviso con altri.

Ogni racconto quindi per funzionare utilizza un linguaggio in base allo strumento utilizzato, quello dei social network, della televisione, di un blog aziendale, ma tutti i racconti hanno dei criteri di strutturazione comuni, archetipici.

Uno di quelli più utilizzati viene denominato Pastor, chè è l’acronimo dei criteri basici di costruzione del racconto. Parti dall’identificare la persona di tuo interesse e comprendi il (P) problema che lo assilla, cosa gli crea sofferenza, poi fai in modo che quel problema venga (A) amplificato per fargli comprendere, sempre di più, che ha bisogno di cambiare. Nel mentre gli proponi una (S) storia di qualcuno che ce l’ha fatta, che ha ottenuto il successo utilizzando ciò che vendi tu. Tu gli proponi quella (T) trasformazione, quella evoluzione, gli vendi la vittoria. E li gli piazzi (O) l’offerta, e gli metti una bella (R) call to action. (#031: For Better Copywriting, P.A.S.T.O.R. [Podcast])

Il benefit che stai vendendo è il mutamento, la trasformazione , il raggiungimento di un sogno, e lo fai attraverso il racconto, che parla del tuo valore, della tua idea, della tua innovazione.

La tua idea deve venire fuori, deve capire il consumatore, perché è così cool e rivoluzionaria, perchè gli cambierà la vita, gliela migliorerà. Il mezzo per ottenere quel cambiamento è il prodotto o il servizio che noi proponiamo.

Ma cerchiamo il motore primo della nostra evoluzione: la passione.

Dalla passione nasce tutto, ogni cosa parte da li, e li giunge al compimento, e al tempo stesso alla rinascita. Per comprenderlo basta leggere colui che ha scritto il classico che parla ad ogni uomo di se stesso: la Divina Commedia.

Nei classici, molto spesso, c’è la risposta che cerchiamo, ai nostri dibbui, alle nostre incertezze, alle nostre perplessità. Ci sono anche risposte lontane da questioni umanistiche, perchè colui che tratta il commercio è comunque un uomo, e pertanto risponde ai criteri ad esso correlati.

Leggiamo, quindi, il finale dell’ultimo canto del Paradiso. Così finisce la Divina Commedia, così si comprende il senso di tutto il viaggio. La passione (l’amore per qualcosa) è il motore e il fine del nostro viaggio.

A l’alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e ‘l velle, sì come rota ch’igualmente è mossa, l’amor che move il sole e l’altre stelle.