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Lo smartphone ci ha resi divini

Ricordate “Uno Sceriffo extraterrestre…molto extra e poco terrestre” il film nel quale Bud Spencer deve salvare un bambino extraterrestre dalla malvagità degli uomini che vogliono impossessarsi di uno strumento dai poteri fuori dal comune.

Non è uno dei film che prediligo con Carlo Pedersoli, una mia icona della fanciullezza, perché a tratti è amaro, e perché il buon Bud è orfano del fratello della coppia, Terence Hill.

Di quel film ricordo alcune scene simpatiche, come quella dove il bambino pesca senza usare le lenze. I pesci cascano direttamente nelle braccia dei pescatori. Bud si ritrova con un pesce enorme tra le braccia.

Ma la cosa che mi ha sempre affascinato di questa pellicola era il telecomando che il bambino extraterrestre utilizzava per modificare le cose a suo piacimento.

Da bambino desideravo avere un oggetto del genere. Non per nulla, quell’oggetto era molto simile ad un telecomando, uno dei primi strumenti che ha dato al consumatore una sorta di potere.

Non è difficile pensare che tutta la storia dell’uomo è stata contrassegnata da questo desiderio. Impossessarsi dello strumento del potere.

Si pensi alla ricerca spasmodica del Sacro Gral da parte di Adolf Hitler. Non importa che la verità storica si unisca alla leggenda, ma l’uomo ha sempre desiderato arrivare ad ottenere una sorta di potere divino.

Il potere rappresentato da un oggetto.

In realtà dopo migliaia di anni di ricerca l’uomo ha finalmente raggiunto il suo obiettivo. Impossessarsi di un oggetto che gli permette di fare ciò che vuole, di essere ciò che vuole.

Lo smartphone.

Sfruttiamo questa volontà di potenza per Vendere

Attraverso l’evoluzione tecnologica, nel palmo della nostra mano c’è il mulino di Amleto, la ricorrenza di tutto il percorso dell’uomo sulla terra: la ricerca del potere.

Attraverso di esso soddisfiamo quasi ogni nostro desiderio. Non per niente è l’unico strumento, che non abbandoniamo mai. Rimane sempre con noi, senza di lui ci sentiamo vuoti, in altre parole privi di potere.

La tecnologia è stata la chiave di volta per deificare la nostra persona, per soddisfare la nostra sete di potere.

Questo senso di onnipotenza può diventare una forza da sfruttare da parte di tutte le realtà commerciali.

Il consumatore ha il potere in mano e attraverso un semplice gesto può trasformare il suo desiderio in un acquisto.

Lo sviluppo tecnologico, e quello commerciale, hanno come obiettivo primario quello di allineare le innovazioni future alla volontà di potenza del consumatore.

Avranno sempre più successo delle iniziative che uniranno ed integreranno l’esperienza on line con quella offline, la multicanalità diventerà la via da percorrere per qualsiasi negozio che voglia soddisfare il consumatore.

La customer journey cosi stracciata, così poco conforme ad un percorso ordinario, deve concedere al consumatore una libertà assoluta e deve lasciare al cliente la possibilità di comandare.

L’importanza della Esperienza Omni-Channel per vendere

L’e-commerce ha successo proprio per questo, perchè lascia grande spazio al consumatore e alle sue volontà. Ma ancora adesso è una esperienza con dei limiti.

Ci sono quelle storie che senti da anni ma rimangono elementi eterei.

Così da anni, sentivo parlare di esperienza omnichannel per un sito e-commerce, ma non ne vedevo mai degli esempi pratici.

Vengono patrocinati convegni ingessati, nei quali, personaggi che oltre parlare non hanno mai lavorato, questi “professionisti” profondono, come moderni Nostradamus, verità sconosciute.

Finalmente però sembra che le previsioni futuristiche abbiano inizio. Leggevo infatti una notizia sulla esperienza nel classico retail che sicuramente sposa una esperienza omnichannel.

Un salto culturale e comportamentale incredibile.

Se lei sta guardando la pubblicità di un vestito su una rivista, le basta inquadrare il capo d’abbigliamento con la fotocamera dello smartphone per atterrare sulla pagina di vendita, dove può completare l’acquisto.

Stesso procedimento vale se sto guardando un video su Facebook, un film su Netflix, una foto su Instagram o uno show di moda nel mio salotto di casa.

In quasi 10 anni gli smartphone hanno rivoluzionato la nostra vita, diventando il centro di gravità di qualsiasi cosa facciamo.

Questo è un aspetto che l’e-commerce ancora non ha capito e per questo abbiamo deciso di rivoluzionare l’intero processo.

In pochi istanti permettiamo di fare quello che oggi richiede un tempo non più compatibile con l’estrema rapidità che oggi connota altre attività. “ Giglio, parte l’era dell’e-commerce 4.0: “Compreremo inquadrando la tv con lo smartphone”

Abbiamo trovato il sacro gral ora non resta che sfruttarlo per vendere di più, e per vendere facendo sentire il cliente, un dio.

Gli insight regalati dalla raccolta dei dati sono fondamentali per definire le strategie omni-channel

l’87% degli utenti cerca online informazioni sui prodotti e il 64% degli acquisti instore sono influenzati dall’online, la sfida oggi per i brand è quella di mantenere il consumatore all’interno dell’ecosistema del brand, non del canale», ha detto Alessandra Tarenzi.

Perché questo succeda è necessario non solo essere attivi su canali diversi (multicanalità), ma che questi canali siano in grado di dialogare e collaborare tra loro (omnicanalità) nel condurre il cliente verso l’obiettivo

Alla base di tutto – ha spiegato Valentina Chiodini – ci sono i dati, e una misurazione omnicanale che ci permetta di avere una single view dell’utente; quindi, si passa dai dati agli insight, attraverso analisi quali e quantitative che serviranno per definire le strategie omnichannel; infine c’è l’execution, che dal punto di vista della comunicazione significa determinare un media mix modellato sul reale comportamento dell’utente».

Attraverso lo smartphone il consumatore può acquistare in un altro Paese, ritirare un prodotto nello store vicino casa, navigare con semplicità sulla versione mobile del sito e-commerce del brand, il tutto senza accorgersene.

Tutto è semplice, tutto garantisce una esperienza di acquisto senza colli di bottiglia.

Ma siamo appena all’inizio.
In questo momento sappiamo cosa è giusto fare per allinearci alla volontà di potenza del  consumatore, ma non lo abbiamo ancora fatto.

Partiamo dal Creare una identità digitale e dall’utilizzo della AI

Chiaramente l’esperienza ominchannel diventerà una conseguenza, se andando su un sito e-commerce effettuerà una registrazione, o ne diventerà cliente, sarò inserito in un database, che mi riconoscerà nel momento in cui entrerò o mi avvicinerò a quel negozio fisico.

Io non sarò più un cliente ma avrò un nome e un cognome, sarò riconosciuto per le mie abitudini di acquisto (in che ora mi reco in un negozio e qual è il tempo che dedico alla scelta si un capo) e per il mio comportamento.

La mia carta di identità digitale diventerà più completa e raffinata ed io avrò una commessa che conoscerà i miei gusti e i miei comportamenti.

Per garantire una esperienza omnichannel ci può dare una mano anche l’intelligenza artificiale

“Secondo l’analisi di techemergence.com, l’importanza dell’intelligenza artificiale nel segmento dell’e-commerce è in continuo aumento per gestire diverse aree che spaziano dal servizio clienti alla gestione del magazzino, dalle consegne ai consigli per gli acquisti, con un ritorno tangibile sugli investimenti.

Da Amazon a eBay, ecco come i big dell’ecommerce utilizzano l’intelligenza artificiale

I grandi brand inoltre potranno ricevere interessanti moltitudini di dati da elaborare e settorializzare per comprendere in maniera più precisa le dinamiche di vendita dei propri prodotti, avendo probabilmente degli elementi concreti sui quali lavorare per ottimizzare i risultati.

Se molte persone transitano vicino ad una zona del mio negozio ma raramente acquistano, il brand potrà porre l’attenzione su quello strano comportamento per comprendere quali cause comportino la scarsa vena realizzativa di quel negozio. Il prezzo? La disposizione dei prodotti, la scarsa illuminazione?!

E perchè no, il negozio potrebbe mandare una mail con il link diretto alla pagina del prodotto sul suo store online al cliente che entra più volte a guardare un articolo ma non si decide ad acquistarlo.

Usiamo la Tecnologia per offrire l’esperienza Omni-Canale

Un’esperienza “aumentata”, per affidarsi ad un principio sempre più calzante nei processi di digital transformation, con cui impreziosire e rendere più efficace il rapporto brand-utente: così facendo, commercio tradizionale ed e-commerce non entrano in strisciante competizione, ma diventano invece componenti profondamente integrate a tutto beneficio dell’esperienza offerta al cliente

Vediamo alcuni esempi di integrazione:

  • camerini interattivi
  • possibilità di pagare direttamente con il cellulare
  • procedere all’acquisto anche scegliendo la spedizione a domicilio
  • prenotare i capi online per poi provarli e ritirarli direttamente in negozio

Massimo Dutti: l’ecommerce entra in negozio

Senza Dimenticare che ” La possibilità di avere a disposizione un comando vocale all’interno del proprio shop permetterebbe la creazione di un’esperienza d’acquisto immediata, strettamente connessa al bisogno del consumatore.

Si tratta di un bisogno sia conoscitivo sia puntuale, diretto allo specifico prodotto.

La ricerca vocale, quindi, oltre ad essere un trend del momento, soddisferebbe in ultima istanza anche i più comuni problemi di navigazione dei siti e-commerce.”

Sonic Branding & e-commerce: la ricerca vocale