Supera il Burrone che divide il Fallimento dal Successo del tuo e-Commerce

Supera il Burrone che divide il Fallimento dal Successo del tuo e-Commerce | Davide Mare . com - The Port for e-Commerce Sailors

Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce, sdilenca un poco e gnagio s’archipatta. È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa legica busia, fa gisbuto; e quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi

“Il Lonfo” è un fantastico esempio di poesia non-sense. La volontà è quella di giocare con la lingua, sia a livello semantico che lessicale.
L’autore, Fosco Maraini, attraverso questa creazione poetica intende svuotare il linguaggio dal significato abituale, per spiegare il mondo attraverso suoni privi di un collegamento semantico, proponendo la nascita di suggestive ed innate immagini.

La forma si stacca da una connotazione di senso compiuto, ma altresì anche dalla sua denotazione, l’uditore autonomamente ricerca con creatività, un proprio percorso di comprensione.
Il linguaggio, in particolare quello commerciale o televisivo, invece, attraverso un uso potentemente descrittivo, iperbolico, cerca di piegare costantemente il linguaggio alla spiegazione e alla comprensibilità di ciò che si vuole proporre.
Ogni piccola scossa di terremoto, diventa una narrazione che diventa racconto filmico, immaginifico, che spiega narrando, ma ci impedisce la concretezza e il contatto con il reale.
La narrazione porta alla mistificazione, alla seduzione, alla falsificazione. Così nulla è più vero di ciò che ci viene detto, tutto è romanzato, attraverso attente costruzioni linguistiche.
Non c’è più vicinanza o corrispondenza tra ciò che viene detto e ciò che realmente è, o ciò che sentiamo.
Nella nostra pretesa di dare un senso al mondo, in realtà questo senso lo perdiamo. Abbiamo perduto la capacità della originalità. Attraverso un controllo maniacale del linguaggio (e di tante altre cose, vedasi il controllo immaginifico di ogni nostra azione sui social, il controllo preventivo attraverso telecamere che ci sovrastano in ogni angolo, i dati donati alle multinazionali per qualche bollino o qualche like…) abbiamo perduto lo spessore della comprensione. Abbiamo perduto la nostra originalità. Tutto diventa conforme, uguale, abituale.
Abbiamo barattato la comprensione delle cose, il senso profondo di noi e di ciò che ci circonda, con l’emotività più spicciola.
Non c’è più la ricerca di una originalità, perché questa ricerca pesa, richiede tempo, fatica, profondità, noi cerchiamo l’immediatezza: il riso sguaiato o il pianto improvviso. Cerchiamo la vendita compulsiva, non la costruzione di un rapporto.
Questa deriva sentimentalista ed emotiva si sta spostando anche nel mondo del commercio. L’esempio lampante è l’attività pubblicitaria di Poltrone e Sofa. Ogni promozione è l’ultima possibilità per acquistare a prezzi stracciato, è “il fuori tutto”. Questo esempio basato sulla compulsività si alimenta di costruzioni linguistiche sempre più ardite, sempre più emozionali.
L’introduzione così lunga serve a porre le basi per comprendere come, anche nella vendita commerciale, dobbiamo cercare l’originalità vera. Dobbiamo cercare la Fantasia. Non so se qualcuno di voi ha visto “Fantasia”, della Walt Disney, un film di animazione del 1940, un’opera d’arte dove le immagini si mettono a servizio della musica. Dove l’istinto, l’ispirazione, guida il processo creativo delle immagini.
Non c’è un senso basale di ciò che vedi o di ciò che viene prodotto. Il senso viene prodotto sull’onda di una volontà creativa distruttrice, nuova. Distante da tutto ciò che era stato creato antecedentemente.
Devi procedere così con il tuo sito e-commerce.

Tutti i siti, invecem sono assolutamente simili.
I menu nella stessa posizione, il carrello fatto con gli stessi campi, con gli stessi passaggi, le descrizioni aziendali sempre uguali. Tutto è ordine, tutto è disciplina: “mica vorrai che il cliente si trovi in una situazione di stress quando entra sul sito. Il cliente quando entra deve sapere dove cercare ogni cosa”.
Se Jeff Bezos avesse pensato in questa maniera probabilmente Amazon non ci sarebbe o non sarebbe diventato ciò che è. Ogni giorno il gigante di Seattle elargisce una nuova feature che innova il mercato della vendita elettronica.

L’innovazione è un sentimento che si promuove scardinando i vecchi modelli operativi e mentali, è un sistema di volontà che spinge verso un obiettivo migliorativo, o almeno evolutivo. Non c’è innovazione seguendo un sentiero già segnato, e non c’è successo con il proprio digital store senza rivoluzionare il già dato. (Il successo del tuo Progetto e-Commerce attraverso l’Innovazione)

Ciò è vero soprattutto in un settore agli esordi come quello della vendita digitale, dove l’abitudine lascia spazio alla aleatorietà del test. Dare per assodate determinate operatività e criteri operativi in un settore altamente tecnologico e nuovo come quello della vendita elettronica significa interrompere la propagazione del “bene” (in questo caso l’e-Commerce) tra le varie tipologie di consumatori.

Approcciare la vendita sugli e-store con una conoscenza della curva di Moore (Crossing The Chasm) aiuta a comprendere le dinamiche attraverso le quali il consumatore arriva ad utilizzare un bene, nel tempo.

Normalmente segmentiamo i consumatori attraverso delle caratteristiche comportamentali, anagrafiche, dimenticando che esiste una variabile tempo.

Esistono fasce di consumatori che hanno tempi diversi di relazione alla vendita elettronica. Ci sarà colui che in quanto innovatore e early adopter sarà propenso, come è stato fino ad ora, ad acquistare sul web, mentre ci saranno coloro che saranno restii a farlo ancora per lungo tempo,e coloro ch e invece vorrebbero farlo ma c’è qualche processo (le modalità di pagamento, la consegna, la tecnologia.., che li blocca.

Per cercare di promuovere il proprio e-commerce, in un mondo approssimativamente nuovo, dobbiamo cercare, come suggerisce Geoffrey Moore, di avere dalla nostra parte le prime due categorie di consumatori. “Curva di adozione

Queste prime due classificazioni dei consumatori si muovono in anticipo sulla massa; sono coloro che determinano il successo di un bene, perchè sono coloro che creano il fondamento reputazionale di quel bene.

Certamente è chiaro a tutti, che l’e-commerce, c’è e ci sarà, ma affinchè possa saltare a piè pari il burrone che separare coloro che sono veloci, da coloro, i tanti, che seguono la testa, early and late majority, dobbiamo dare maggiore credibilità al sistema e-commerce.

Se vogliamo superare il burrone tra l’illusoria presunzione di avercela fatta, fallendo, e il successo, vero e proprio, di un e-commerce, dobbiamo lavorare sulla novità, fine a se stessa di un prodotto, o concentrarci su un plus che fa la differenza, così come abbiamo fatto negli ultimi quindici anni (consegna veloce, politica di prezzi agevolata, offerta sterminata di prodotti…).

Sembra, da qualche anno a questa parte, che ci sia una sterilizzazione delle novità, a meno che si guardi ai magnati del web.

La novità, non parte più dalla base contro-culturale, che innova, ma da coloro che comandano già. Il cambiamento, se c’è, è controllato da chi detiene il potere, mentre abitualmente, sono le controcorrenti sottostanti che innalzano il capo per mostrare la propria originalità.

Se vogliamo aumentare la diffusione della vendita elettronica, dobbiamo intervenire, tra le varie cose (Quali sono i segreti per avere successo con un e-commerce?), evitando un appiattimento della evoluzione. Non siamo al punto in cui si può pensare che ciò che abbiamo fatto sia definitivo, perché non lo è. Nella trasformazione digitale nulla è finito, ma tutto in evoluzione.

Affinchè possiamo continuare in questo processo evolutivo dobbiamo evitare di limitare il nostro modo di fare ad una mera fossilizzazione amanuense di copiatura. L’essenza della vendita elettronica è l’evoluzione, è innovazione, non fine a se stessa, ma indirizzata al miglioramento della esperienza del cliente.

Abbandoniamo la forma conservatrice del commercio che vede in sedimentate abitudini il successo imperituro, tiriamo fuori la nostra identità, considerando la necessità di considerare la variabile tempo dell’approccio con il nostro consumatore.

La forma del tuo sito (il template, la grafica, i testi…) è una copiatura di altri mille online shop, sono forme che hanno un solo significato, ed il cliente entrando sul tuo sito non capisce la differenza tra te e loro. C’è una sola denotazione, quindi compra dove conviene, dove costa meno, dove riceve prima la merce. Insomma compra su amazon.

Basta con lo svilimento del marchio o della attività promuovendo continue politiche commerciali basate sugli sconti.
Ci sono due modi di lavorare quello silenzioso, abitudinario, di un vecchio ferroviere, che segue le rotaie senza dare nessuno scossone, fino all’arrivo ad un binario morto, ed un altro più creativo e libero di seguire i venti del mare attraverso la propria imbarcazione. Nel mare magnum del web, puoi inventarti infinte rotte.
Quindi, quando mostri la tua faccia attraverso il sito fai in modo che non sia uguale a tutte le altre. Mostra chi sei realmente, non cascare nella abitudine moderna dove il dire ormai è una costruzione artefatta lontana dal vero significato di chi siamo.

La narrazione è un elemento importantissimo sul quale lavorare per toccare il cervello legato al sentimento di ogni consumatore, ma al tempo stesso dobbiamo prodigarci nello spingere una maggiore valorizzazione della reputazione della vendita elettronica. (Il Content Marketing (Storytelling) è il pilastro di ogni brand e-commerce)

Se vogliamo che l’e-commerce generi un fatturato superiore al 5% rispetto alle vendita tradizionali, dobbiamo continuare a promuovere nuove soluzioni dal basso, se vogliamo avere una speranza di sopravvivenza nella giungla urbana del web-commerce, dobbiamo mostrare la nostra identità senza paura, anche rischiando di sbagliare.

Quindi coraggio di essere se stessi e offrire nuove soluzioni.

L’unica regola che non cambia mai, quindi, è testare nuove soluzioni, solo attraverso soluzioni originali, perchè nuove, possiamo ricevere nuovi ambiti interpretativi, i quali ci permettono di capire meglio cosa funziona con un e-commerce.

Se ci fermiamo a denotare ogni aspetto di un e-commerce come determinato, rimaniamo fermi nel punto in cui siamo arrivati, non giungeremo ad una maturazione del settore e-commerce, così come conosce il nord europa.

L’impatto emotivo è fondamentale per il commercio, ma è un rapporto venditore-cliente particolarmente labile, fondato sulla “sensibilità”, su un qualcosa di umano, quindi altamente volubile. L’emotività generata dalla narrazione, dallo storytelling è uno dei criteri per realizzare un e-commerce funzionante, ma non può essere l’unica ragione di essere del tuo store.

Così come non basta fare il black Friday. (ePrice Black Hour: il pre-Evento che fa da traino ad un Grande Evento e-Commerce)

Se vogliamo fare un salto in avanti per la consacrazione definitiva dell’e-commerce dobbiamo aumentare la credibilità del settore, comprendendo sempre meglio come funziona la mente del consumatore. Noi in qualità di esperti di e-commerce dobbiamo studiare sempre più le abitudini comportamentali dei clienti collegate alle sue percezioni e ragionamenti intelettivi ed emozionali, e dobbiamo mantenere la voglia di testare per mettere in concreto ciò che impariamo con l’esperienza e lo studio.

La vendita promozionale, un commercio che si fa amico attraverso uan storia, è una parte vera, presente, che colpisce l’istinto e l’emozione della nostro cervelo umano, ma è la punta di un iceberg. Solo parlando con personalizzazione ad ognuno dei nostri clienti, offrendo soluzioni sempre più vicine ed utili rusciamo a garantire una vendita omnicanale seamless.

In definitiva per procedere al salto vittorioso che porta al successo del settore e-commerce, ma anche del tuo shop digitale, serve avere 3 criteri operativi ben chiari:

  1. Studio continuo della realtà che ci circonda, in particolare approfondire sempre più gli studi di neuromarketing (Come vendere di più con il tuo e-commerce attraverso il neuro-marketing). Per capire sempre meglio come ragional’aquisto un cliente. E parlo di buyer journey ad un livello cognitivo oltre che comportamentale.
  2. Procedere continuamente verso l’innovazione, l’evoluzione, offrendo soluzioni nuove, diverse, inquadrate verso l’aumento della esperienza di acquisto del cliente.
  3. Considerare la variabile tempo nel rapporto con i consumatori e le difficoltà tra un passaggio e l’altro. I clienti non sono solo numeri anagrafici o comportamentali, hanno anche una loro concretizzazione temporale (quindi impiegare la curca di adozione di un bene)